L’appello delle donne verso l’assemblea del 18 Giugno

Carissime,
Vogliamo segnalarvi l’appuntamento del 18 giugno prossimo al teatro Brancaccio di Roma, promosso da Anna Falcone e Tomaso Montanari, a cui pensiamo che, come coordinamento femminista, dovremmo dare il massimo contributo di partecipazione, idee, proposte. Affinché l’appuntamento sia un successo il 18 e da subito si trasformi in una pratica di allargamento, inclusione, arricchimento di esperienze e idee, di cui molte donne si rendano protagoniste. Come, di questi tempi, è successo e succede in tante occasioni.
“La grande questione del nostro tempo è questa: la diseguaglianza. L’infelicità collettiva generata dal fatto che pochi lucrano su risorse e beni comuni in modo da rendere infelici tutti gli altri”. Così è scritto nell’appello che Anna Falcone e Tomaso Montanari hanno indirizzato alla sinistra – che è diffusa e dispersa, spesso senza etichette politiche, ma che sappiamo ancora vive e opera, spesso con grande efficacia, nella società – affinché il più ampiamente possibile vengano ritrovate forza e voglia per costruire insieme una strada fatta di riferimenti, programmi, pratiche in comune. E che, producendo insieme pratiche efficaci e proposte coinvolgenti, la sinistra si prepari ad affrontare la scadenza delle elezioni politiche e soprattutto a immaginare i modi di un’alternativa politica nel nostro Paese.
La grande questione della diseguaglianza sociale ed economica e con essa la necessità di rappresentare la parte più fragile del paese, messa in ginocchio dalla crisi economica, è stata posta giustamente al centro da Falcone e Montanari – condividiamo pienamente questa centralità – e con essa anche l’ambizione che chi ha perso totalmente fiducia nella politica sia motivato a ritrovare, insieme a tanti e tante altre, la forza di riprovarci.
Ed è anche significativo rivolgersi, come fanno Falcone e Montanari, al popolo che il 4 dicembre ha votato No, perché non dobbiamo permettere – questa è la nostra idea – che quel voto in cui tanto hanno contato le parti democratiche del Paese, le donne e i giovani, cada nell’oblio delle chiacchiere dei talk show. Deve invece diventare un punto di riferimento sia perché ha un grande valore in sé, come lucidamente è scritto nell’appello, sia perché indica un metodo oggi fondamentale: quello di dare valore alle pratiche partecipative e all’assunzione di responsabilità dal basso. I temi della democrazia partecipativa e della democrazia deliberativa sono tornati a rivendicare un ruolo di primo piano nel dibattito sulle dinamiche democratiche e sui metodi di governo della complessità sociale, coinvolgendo tutti i livelli e tutti gli attori: la politica e le istituzioni, i cittadini e le comunità.
E, aggiungiamo, perché rileggere la Carta del ’48, alla luce dei disastri sociali che le politiche neoliberiste hanno provocato in Italia e in Europa, mette in evidenza il carattere di grande attualità che quella Carta possiede e di cui dobbiamo recuperare tutto il valore. Tutto questo avviando un percorso di elaborazione diproposte e programmi aperto, partecipato e democraticamente condotto, soprattutto nelle fasi decisionali.
Vogliamo anche sottolineare l’importanza di un’iniziativa che nasce fuori dai partiti e che aspira ad affermarsi in un perimetro più largo, parlando oltretutto un linguaggio comprensibile, chiaro, aperto: senza ambiguità.
Siamo altresì convinte che dal 18, ma già da oggi in realtà, il problema politico si sposta sulla risposta che questo invito raccoglierà, non solo nella partecipazione fisica del 18 giugno, che sarà una prima importante indicazione, ma nella capacità di realizzare davvero il percorso indicato. Questo va detto con estrema chiarezza, perché quest’appello, per essere attuato, chiama a responsabilità e coerenza tutte e tutti noi.
Oltre le forze politiche e i partiti organizzati, nelle liste civiche, nei conflitti sociali e nei movimenti di lotta si affermano processi nuovi e questo rende complicato rappresentare le nuove istanze che muovono davvero donne e uomini in questa fase storica, perché con efficacia possono farlo solo i soggetti che ne sono diretti protagonisti.
E’ un problema da discutere ed ecco anche perché dobbiamo fare in modo che in questo percorso sia presente la forza del movimento femminista e il rinnovato protagonismo delle donne che vive nei territori, nelle città, nei luoghi del conflitto sociale. Il rilancio del paese e il superamento del dislivello territoriale italiano passano soprattutto attraverso il ruolo delle donne nella società e nell’economia.
Il pensiero e l’azione delle donne che è già dentro l’alternativa che sta crescendo nel paese,deve essere parte costituente e fondamentale della costruzione di “un’alleanza popolare per la democrazia e l’uguaglianza” e di “ una sola, grande lista di cittadinanza aperta a tutti”.
Come abbiamo scritto nella nostra mozione approvata al congresso di Rimini: “dalla storia delle donne, dai loro autonomi percorsi di liberazione e libertà, la politica ha molto da imparare”quindi noi vogliamo esserci e ci saremo, tutte insieme, non una di meno.

Elettra Deiana, Melinda Di Matteo, Susanna Crostella, Barbara Auleta
Alessia Petraglia, Monica Gregori, Celeste Costantino, Claudia Pratelli, Laura Lauri, Celeste Ingrao, Luisa Simonutti, Lisa Canitano, Elena Monticelli, Maria Serena Felici, Renata Mannise, Emilia Galtieri, Donatella Ercolini, Clara Denaro, Luciana Mandarino, Oriana Cerbone, Nancy Carbone, Silvana Pisa, Rita Riccio, Paola Paradisi, Manuela Arduino, Rita Funaro, Stefania Colizzi, Loredana Ciambriello, Ginetta Caiazzo, Teresa Amato, Silvia Acquistapace, Nadia Albertoni, Cristina Mosca, Loredana Betti, FlorianaMastandrea, Laura Santangelo, Stefania Fanelli, Stefania Fagiolo, Giuseppina Buscaino, Daniela Dacci, Francesca Decandia, Anna Santimone, Assunta Striano, Roberta Scala, Miriam Grimaldi, Antonella Anselmo, Catia De Angelis, Chiara Guida, Catia Gatti, Giovanna Seddaiu, VelellaMondini, Claudia Paoletti, Bettina Chiadini, Roberta Trombetta, Cettina Cantile, Bruna Dandreis, Donatella Albini, Mara Nardini, Daniela Lastri, Resi Iurato, Mariangela Fanella

14/6/2917

2017-10-19T21:39:11+00:00 giugno 14th, 2017|Adesioni e interventi|