Cara Anna

Cara Anna,

Ci rivolgiamo a te in nome di una amicizia di lunga data e una stima che ci lega a te per il tuo impegno, la tua tenacia, le tue competenze. Sei, e non solo a nostro (modestissimo) parere, una delle migliori risorse del campo della sinistra.

Il nostro popolo, da troppo tempo ormai, è in cerca di una prospettiva di riscatto. La sinistra sara’ in grado di offrirla solo se sara’ capace di ricostruire una propria casa comune. Unità. Un’alleanza popolare per la democrazia e l’uguaglianza oggi dovrebbe avere questa come stella polare. Sempre piu risultano incomprensibili le divisioni, indecifrabili le sigle, insopportabili veti, liti, strali che ritardano la nascita di un’alternativa di speranza. “Più abbiamo a che fare gli uni con gli altri, meglio ci comprenderemo”, ha scritto una volta Alexander Langer. L’unità è, a nostro parere, non una necessità variabile a seconda delle soglie di sbarramento o dei sondaggi, ma l’unica risposta possibile alla disaffezione, all’astensionismo, alla sfiducia di larga parte dell’elettorato e della nostra base sociale di riferimento. Unita’ a partire dai temi. Pochi, significativi temi, che siano anche la nostra bandiera. Sono lì, davanti a noi, in attesa di essere trasformati in una proposta politica. In elementi di discussione, elaborazione. In cemento per una nuova e più matura soggettività.

1) Il lavoro prima di tutto. Il lavoro è da sempre IL pilastro fondante della Democrazia Repubblicana. Tanto piu’ forte e organizzato politicamente il mondo del lavoro, tanto piu’ e’ robusta la democrazia repubblicana. Lo vediamo oggi ancora più chiaramente. Perché è mutato lo scenario internazionale, perché sono cambiati modelli produttivi e distributivi. Ma anche perché a questi cambiamenti è corrisposta una riduzione delle garanzie del lavoro tradizionale da un lato, e l’emergere di nuove forme di lavoro che chiedono di essere studiate, protette, tutelate, dall’altro. La vicenda dei voucher è solo l’ultima di una serie di ferite e beffe inflitte al mondo del lavoro. E, a un livello ancora più alto, ci sono i grandi temi del reddito e del salario, dei tempi di vita e di lavoro, della compatibilità tra salute e lavoro.

2) L’Europa. Noi riteniamo che non si debba arretrare di un passo nel processo di integrazione europea. Alle tentazioni nazionaliste e ai ripiegamenti protezionisti occorre invece opporre un radicale rilancio della democrazia su scala europea, il superamento definitivo dell’approccio intergovernativo e la costruzione di fronte di lotta transnazionale per un’Europa sociale. Viviamo in due Paesi (la Gran Bretagna e la Grecia) che, per ragioni diverse e quasi opposte, dimostrano entrambi la necessità di riaprire una stagione di riforma e rilancio del cantiere Europeo. Ridare sovranita’ ai cittadini europei, abbandonare l’austerità, puntare finalmente a una federazione pienamente legittimata democraticamente.

3) A questa altezza occorre affrontare il tema delle migrazioni. Un tema in cui si mescolano questione sociale, dimensione umanitaria, convivenza, accoglienza e protezione sociale. Oltre a resistere agli speculatori della paura, contro il risorgere inquietante di ideologie della “terra e del sangue”, contro chi chiama a una guerra contro gli ultimi, su questo tema, come sul tema della diseguaglianza, guardiamo con interesse e attenzione a quanto si muove nel mondo cattolico, alle preziose sollecitazioni di Papa Francesco, alle pratiche quotidiane già in atto nella scuola, nel sindacato, nell’associazionismo. Facciamoci attraversare da tutte le grandi correnti di pensiero della solidarietà

4) La scuola, la formazione, la ricerca. Lavoriamo entrambi in questo ambito (con funzioni e specializzazioni diverse). Un mondo su cui si continua a intervenire con un approccio miope, parziale, ragioneristico (ultimo di questi errori: la Buona scuola). E che invece merita la considerazione di un settore strategico: sul piano economico, per evitare di finire risucchiati nella corsa a ribasso nella divisione del lavoro internazionale; ma anche come leva di cittadinanza, come diritto sociale che è anche immediatamente incubatore di diritti civili e politici.

Un’alleanza popolare per la democrazia e l’eguaglianza che voglia riaprire un’orizzonte di speranza per l’Italia, non puo’ infine esaurirsi nel progetto di una lista elettorale. Non sarebbe credibile una proposta politica che non sia seria nel dotarsi di strumenti all’altezza del momento storico, che non abbia l’ambizione di guardare anche oltre questa tornata elettorale, immaginando gia’ ora i passi successivi.

L’Italia ha un disperato bisogno di Partiti, veri, seri, democratici, forti, che ne puntellino la democrazia claudicante. Il nostro compito deve essere allora anche quello di rilanciare la prospettivo di un Partito che ricostruisca una connessione sentimentale col nostro popolo. Un partito largo, aperto, organizzato, strutturalmente legato alle organizzazioni sindacali e ai movimenti civici di ispirazione progressista. Un Partito fondato non su una leadership ma su una base militante, delle regole chiare, dei valori non negoziabili. Che muova la propria azione a partire dalla costruzione di una critica di massa a questo capitalismo predatorio e non soltanto ai mediocri interpreti degli interessi che lo guidano.

Andrea Pisauro

Alessandro Porcelluzzi

2017-09-27T13:40:41+00:00 giugno 19th, 2017|Adesioni e interventi, news|