Impossibile allearsi con il Pd, fa politiche di destra!

Pubblichiamo l’intervento di Tomaso Montanari su Repubblica di risposta a Michele Serra
MICHELE Serra scrive che dovremo comunque votare per Renzi, se non vogliamo la destra al governo. Non ho ancora capito se anche Pisapia la pensi così, ma domenica scorsa abbiamo provato a dire che questo antico autoricatto morale ha generato una sinistra che fa cose di destra. Una situazione, sul lungo periodo, insostenibile. È un dato di fatto che, dopo vent’anni in cui il centro-sinistra ha governato più del centro-destra, l’Italia è il paese europeo in cui la diseguaglianza è cresciuta di più. Si può fare un lungo elenco delle leggi e delle riforme del centro-sinistra che hanno smontato lo Stato progettato dalla Costituzione, e con esso l’eguaglianza e l’inclusione. Renzi ha chiuso in bellezza, come un fuoco d’artificio finale.
Risultato: metà del Paese non vota più. Ed è proprio la metà del paese più povera, esclusa, sommersa. E questa situazione è stata provocata anche da un ceto politico autoreferenziale, da una politica ridotta a un improbabile kamasutra di formule. E allora, che fare?
In molte città d’Italia questo stato delle cose è stato cambiato da cittadini che hanno iniziato a prendersi cura in prima persona della cosa pubblica: alleandosi con alcuni partiti di sinistra, e provando a costruire un’alternativa basata su un concreto programma di inclusione ed eguaglianza. È possibile provarci anche a livello nazionale, attraverso un processo di partecipazione dal basso? È possibile ricordare che non si elegge il governo, ma il parlamento, e che se riusciamo a portare in parlamento il bisogno di giustizia sociale e anche l’intelligenza, che oggi se ne tengono lontanissimi, forse finalmente riusciremo a costruire il progetto di un’Italia diversa, invece di una formuletta per fare l’ennesimo governo fotocopia?
Uno come me, che non vuole candidarsi a nulla né fare il leader di nulla (mi viene da ridere solo a pensarci), sarebbe invece felice di lavorare, con tantissimi altri, ad un progetto del genere. Domenica abbiamo iniziato a ragionarci: pensando che la politica dei progetti sia molto più entusiasmante della politica dei ricatti.
La replica di Michele Serra
 
IL PUNTO È DOVE TROVARE I VOTI PER CONTARE QUALCOSA
CARO Tomaso Montanari, io non ho affatto scritto che «dovremo comunque votare per Renzi se non vogliamo la destra al governo». Ho scritto praticamente il contrario: ho scritto che chi NON intende votare per Renzi non ha la minima intenzione di regalare il suo voto alla solita minoranza virtuosa che sa quali sono le cose giuste, ma non ha nessuna idea di come realizzarle. Essendo Renzi segretario del Pd a furor di primarie (io, tanto per chiarire che il nostro è un dibattito tra piccoletti, ho votato per Orlando), posso assicurarti che qualunque progetto di una maggioranza di centrosinistra è costretto, ripeto costretto a tenerne conto. Anche per la considerazione che si deve ai milioni di elettori di Renzi, che non credo amino sentirsi attribuire in blocco “alla destra” come tu hai fatto, secondo me, senza avere il tempo di rifletterci meglio.
Non sto a tirarla in lungo con la Cirinnà e lo Ius soli, mosse politiche che da sole dovrebbero sconsigliare di regalare il Partito democratico alla destra. La destra, vorrei ricordarti, è Salvini e Berlusconi. E a meno di voler considerare Grillo un interlocutore (chiedi a Bersani come andò a finire), non riesco a capire, da quell’uomo semplice che sono, dove diavolo volete trovare i voti per contare qualcosa. Voglio aggiungere solo questo: sono troppo vecchio, ormai, per non sapere come andrà a finire il vostro tentativo di fare a meno del Pd. Andrà a finire con l’ennesimo flop, perché la politica non è campo per i virtuosi. È campo per gli sgobboni, che cercano il difficile punto di equilibrio tra la virtù e la realtà, dando il dovuto rilievo all’una e all’altra. Ripeto: all’una e all’altra.
2017-09-27T13:50:12+00:00 giugno 21st, 2017|Articoli - dai giornali, Interviste, news|