Contro la guerra e la dilapidazione delle spese militari. Proposta di integrazione all’Appello Falcone-Montanari e alla discussione

Seguo con profondo interesse lo sviluppo dell’Appello lanciato da Anna Falcone e Tommaso Montanari, ai quali va la nostra profonda gratitudine per avere aperto una prospettiva che sembrava ormai definitivamente arenata.

Desidero portare un contributo costruttivo relativo al punto 9 del programma, la politica internazionale, perché ritengo assolutamente necessari un approfondimento e un ampliamento. Oggi purtroppo, a differenza di anni non molto lontani, i temi della guerra (le guerre), della dilapidazione delle spese militari, della produzione e del commercio di armi (spudoratamente a paesi in guerra e assolutamente impresentabili, come l’Arabia Saudita!), delle basi militari straniere in Italia, delle servitù militari (in particolare la Sardegna, con i poligoni di tiro), delle nostre inaccettabili missioni militari, della deleteria dipendenza dall’Alleanza Atlantica, sembrano lontani dalla sensibilità della gente e dai loro bisogni sempre più impellenti, non sollevano e richiamano interesse.

Perché avviene questo? La gente si è assuefatta? O rassegnata? Sembra incredibile che non colga il fatto che le spese militari sono le sole a non avere subito tagli – invece selvaggi a tutte le spese sociali, anche vitali per tantissimi cittadini – ed anzi ad essere aumentate. Mentre la Nato ci sta chiedendo niente meno che un aumento della nostra spesa militare e per armamenti, dall’1,4% attuale rispetto al Pil per lo meno al 2%, in soldoni dagli attuali circa 64 milioni di euro al giorno, a circa 100! Se queste spese deviate e dilapidate in strumenti di distruzione e morte venissero piuttosto destinate al Servizio Sanitario, ci eleverebbero al livello dei paesi europei, dal posto di fanalino di coda che oggi occupiamo!

È ora che ci chiediamo, chi e dove sono i nostri nemici? Chi ci minaccia? La Russia? Che, al contrario, noi contribuiamo ad accerchiare e a provocare insieme alla Nato: è davvero una minaccia, o non invece un’opportunità per cooperare pacificamente per risolvere tanti problemi del nostro popolo e di quello russo? Sono solo interessi imperialisti e della finanza a fomentare il fuoco di queste tensioni! I popoli non hanno nessun interesse in queste cose, le subiscono da chi detiene il potere!

L’Italia è pienamente partecipe, complice, e succube, della politica imperialista e predatoria che ha infiammato il Medio Oriente, e altre regioni, causando le distruzioni e i saccheggi che hanno provocato esodi in massa, fughe rovinose di moltitudini di disperati che da anni si riversano nei paesi “del benessere”, e non potranno che continuare a farlo, ci piaccia o no, perché la colpa è nostra. La memoria collettiva è veramente corta, e accecata dall’egoismo. Il benessere che viviamo (per quanto oggi eroso dalla crisi) ci proviene dai secoli di colonialismo, di depredazione delle risorse uname e naturali di paesi che non erano affatto da “civilizzare”, perché erano stati in precedenza fari di civiltà grandissime, anche superiori alla nostra. Senza il cotone dell’India e lo sfruttamento del suo popolo l’Inghilterra non avrebbe fatto la rivoluzione industriale del Settecento, che è stata l’origine del capitalismo e dello sviluppo industriale europeo. In Italia si è perduta la memoria di quando, un secolo fa, gli italiani emigravano in massa nelle Americhe, e nel dopoguerra in Germania e Svizzera: senza questi esodi, che hanno poi generato enormi ritorni economici, l’Italia si troverebbe al livello di un paese minore dell’Africa (e sia detto con profondo rispetto per questi paesi!). Le masse disperate che oggi si riversano in Europa cercano (inconsapevolmente) di riprendersi risorse, e il destino, che abbiamo tolto ai loro avi per costruire il nostro benessere! Ma chi, oggi, ricorda più queste cose?

Ma questa cieca logica predatoria non risparmia neanche noi italiani, i nostri giovani! Da anticipazioni di un Dossier immigrazione di Idos e Centro Studi Confronti che uscirà in autunno, a partire dalla crisi del 2008 e specialmente nell’ultimo triennio l’esodo di italiani ha raggiunto livelli prebellici! Gli italiano sono costretti ad emigrare per sopravvivere, i nostri giovani non hanno un futuro. E noi dilapidiamo 64 milioni al giorno in spese militari! Ma attenzione: li dilapidiamo per la collettività, ma qualcuno li intasca!

Sta qui il paradosso: gli italiani si sono sempre ritenuti furbi, ma si lasciano impunemente e passivamente depredare, borseggiare da chi detiene il potere, politico ed economico.

Nessuno sembra chiedersi che cosa si potrebbe fare per la collettività, per i servizi e i bisogni sociali con 64 milioni di euro al giorno!

La Nato ha costituito fin dal 1949 il più pesante condizionamento sulla politica italiana, e su quella interna. Le trame, i misteri irrisolti (quando Pier Paolo Pasolini scriveva “Io so … so anche i nomi … ma non ho le prove”), hanno un’origine in cospirazioni internazionali (v. ad esempio il recente Andrea Sceresini, Internazionale Nera), l’esplosivo di Piazza Fontana, per dirne una, proveniva dai depositi militari segreti della Nato. Posso documentare facilmente tutte queste cose. Gli “occhi” degli Usa e i comandi della Nato sanno perfettamente che cosa è successo nell’abbattimento del DC9 a Ustica, nella strage della Moby Prince!

Le basi militari straniere in Italia, la “cessione di sovranità”, sono illegali, si basano su “Accordi semplificati”, in flagrante violazione delle norme costituzionali! E le basi militari straniere hanno costi pesanti anche per noi, molte centinaia di milioni all’anno, ma mancano dati recenti: insomma . . . paghiamo per essere occupati militarmente!

Questi temi e questi obiettivi devono tornare al centro del nostro impegno e dei nostri programmi, perché sono veramente cruciali per realizzare il nostro progetto, per renderlo credibile, per mobilitare la gente, e per battere gli interessi e il blocco di potere in questo paese!

Angelo Baracca

2017-07-15T13:04:46+00:00 luglio 15th, 2017|news|