Assemblea regionale a Torino per una politica alternativa

Il progetto che vogliamo costruire ha come obiettivo la realizzazione di una società di eguali nei diritti, nelle opportunità, nelle condizioni di vita e intende coinvolgere soprattutto chi oggi ne è escluso e guarda alla politica con un sentimento di rifiuto e di ribellione. I suoi riferimenti sono dunque, anzitutto, i giovani, gli studenti, gli inoccupati, le lavoratrici e i lavoratori precari o sottopagati, i titolari di pensioni da fame, le famiglie ghettizzate nelle periferie, i migranti e via elencando.

Una proposta davvero innovativa deve essere radicalmente alternativa alle politiche perseguite in questi anni dalle destre, dal Partito democratico e, sempre più, anche dal Movimento 5 Stelle, che hanno mortificato il lavoro e la scuola, devastato il territorio, aggravato la crisi economica, praticato una costante subalternità alle lobby europee, ridistribuito le risorse a vantaggio dei più ricchi, smantellato lo stato sociale. Di più. Una proposta all’altezza della crisi in atto deve radicarsi sul terreno sociale prima ancora che su quello politico, con pratiche, iniziative, interventi che affrontino in concreto i bisogni di chi è maggiormente in difficoltà, di chi è senza casa, di chi lotta in difesa dell’ambiente e del territorio, dei migranti. Essa potrà – se ce ne saranno le condizioni – trasformarsi in progetto politico-elettorale ma deve avere un respiro e una prospettiva che va oltre tale momento.

La delusione e la rabbia del Paese sono tali che nessun progetto politico ha possibilità di successo senza segnali di totale discontinuità con il sistema vigente, senza un salto di metodo caratterizzato da forme di autentica partecipazione, senza facce nuove coerenti e credibili (donne o uomini, giovani o vecchie che siano). Occorre praticare e dimostrare, in altri termini, l’alterità anche rispetto a un sistema di forze e di apparati che hanno portato il Paese alla situazione attuale o che non sono stati capaci di opporsi in maniera efficace a questa deriva. Ciò comporta che fin da ora, nella costruzione di un nuovo spazio politico, bisogna evitare ogni tavolo di vertice tra organizzazioni e individuare forme di reale rappresentanza.

Il 10 settembre inizia il nostro percorso

ore 9.30: registrazione dei partecipanti e inizio dei lavori

ore 10.00: relazioni introduttive di Tomaso Montanari e Livio Pepino

ore 10.40: voci e testimonianze dal mondo del lavoro, della scuola, del sociale

ore 11.00 – 13.00: dibattito

ore 13.00-14.30: elezione dei componenti del comitato di coordinamento

ore 13.30-14.30: pranzo

ore 14.30: introduzione ai gruppi di lavoro. Mario Dogliani: La centralità dell’uguaglianza

ore 14.45-16.45: tavoli di approfondimento e di definizione proposte operative su:

– lavoro (coordinatori Andrea Aimar e Fulvio Perini)

– salute (coordinatori Eleonora Artesio e Giorgio Cavallero)

– casa (coordinatori Rocco Albanese e Sabrina di Carlo)

– partecipazione (coordinatrici Alessandra Algostino e Valentina Pazè)

Designazione da parte di ogni gruppo di un rappresentante nel comitato di coordinamento

ore 16.45: sintesi delle proposte emerse dai gruppi e intervento di Gustavo Zagrebelsky

ore 17.30: chiusura della giornata.

Note informative:

1) la tecnostruttura del CH4 si trova a cinque minuti a piedi dalla stazione ferroviaria Lingotto, di fronte alle fermate del 18 e del 93, non troppo distante dalla stazione Lingotto del metro;

2) nella struttura è disponibile uno spazio giochi per i bambini;

3) per il pranzo sarà allestito un buffet al costo di 10 euro (comprensivo di una quota per il pagamento della struttura e l’autofinanziamento della giornata).

2017-09-27T14:26:35+00:00 settembre 7th, 2017|Comunicati, news|