Ancona – 30 settembre

Dispositivo politico “Un’alleanza popolare per la democrazia e l’uguaglianza” – Ancona, 30 settembre 2017

 

La formazione di una lista unitaria delle forze alternative ed antiliberiste alle prossime elezioni politiche deve essere l’occasione, lo strumento, il passaggio coerente con l’avvio di un processo costituente e con un progetto di una nuova soggettività – da troppo tempo inevaso e come tale rivelatore delle nostre pesanti difficoltà – che sappia finalmente pervenire alla massa critica e alla credibilità necessaria a corrispondere alla domanda di rappresentanza e alle esigenze di trasformazione sociale e politica dell’Italia (e dell’Europa).

Non possiamo permetterci di fare l’ennesimo tentativo – peraltro come sempre tardivo e maldestro – di mettere su una lista, un esperimento elettoralistico che poi inevitabilmente – magari a fronte di un insuccesso – rischi lo scioglimento subito dopo le elezioni, per evidente carenza di progetto politico e di respiro di medio-lungo periodo.

 

In questo senso è quanto mai necessario che:

  1. Fin d’ora, a partire dalle adesioni individuali al percorso già in corso (rese magari più stringenti localmente con una quota piccola ma significativa di 5 euro a testa) si costituiscano nei territori vere e proprie cellule del processo costituente in itinere, che, in attesa di definirsi precisamente e compiersi evidentemente dopo le elezioni, iniziano già però a pensarsi e a lavorare (oltreché per la definizione delle liste e per la campagna elettorale) come spazi organizzati di elaborazione programmatica e di iniziativa politica e di movimento, come veri e propri momenti di nuova sovranità emergente dal basso e in cammino (che non richiedono e non implicano lo scioglimento delle forze politiche e sociali esistenti).
    Questo è necessario perché il Paese comprenda che si è di fronte ad una novità reale e capace di durare nel tempo, ad una grande mobilitazione politica, unitaria ed innovativa, innanzitutto nella forma e nel metodo, in quanto non solo il già iscritto alle forze politiche di sinistra o il militante di movimenti organizzati ma anche e soprattutto chi oggi – e sono tanti – cerca ma non trova una rappresentanza adeguata possa sentirsi coinvolto appieno possa partecipare e costruirla da protagonista.
    In questo periodo a livello locale e nazionale deve almeno iniziare il confronto concreto sulle forme e sulle modalità della costruzione di questa nuova sovranità (rappresentanza, programma, organizzazione, risorse) che potrà partecipare dopo le elezioni.
  2. Dal punto di vista politico la proposta della costruzione di una fase alternativa ed antiliberista si rivolge a tutte le persone, a tutti i movimenti, a tutte le forze politiche esistenti della sinistra facendo perno su una solida base programmatica e con le due seguenti chiare discriminanti politiche che debbono essere poste, senza giri di parole e sfumature interpretative, alla base della costruzione della lista verso il soggetto:
    a) la lista, la forza in itinere non può né oggi né di fronte al corpo elettorale, né successivamente in Parlamento allearsi con il PD, stante l’esperienza passata e presente e soprattutto i programmi e i rapporti di forza attuali.
    Solo – ed esclusivamente solo – nel caso (auspicabile ma ad oggi palesemente irrealistico) di una inversione dei rapporti di forza che proietti le forze di alternativa in una condizione di maggioranza relativa nei confronti del PD e di altre forze democratiche moderate – e sempre ovviamente su una base di svolta programmatica – la questione può essere rivalutata;
    b) la lista e la forza in itinere si collocano decisamente all’interno del GUE e/o della Sinistra Europea nel medesimo luogo parlamentare e politico in cui si ritrovano Syriza in Grecia, Unidos Podemos in Spagna, France Insoumise in Francia, Die Linke in Germania, la sinistra alternativa portoghese (PCP e Bloque de Esquierda).
    La scadenza elettorale nazionale è dunque il primo tempo di un percorso coerente che porterà la medesima lista/forza a battersi e a scegliere in questa direzione la propria collocazione alle Europee del 2018.

 

L’Assemblea di Ancona sosterrà queste posizioni alla prossima convocazione del Brancaccio nazionale (che si deve tenere quanto prima – immaginiamo a metà novembre) affinché da essa esca con chiarezza, fuori dal relativo impasse e situazione, un disegno e un fare univoci sui punti sopra richiamati; determinata, in ogni caso, come assemblea territoriale a costruire anche in Italia un percorso entusiasmante e convincente sul piano della partecipazione e della forma, netto sull’orizzonte della necessità di un nuovo soggetto politico, rigoroso sul piano programmatico, coerente sul piano della collocazione e della politica delle alleanze.

2017-10-19T06:09:25+00:00 ottobre 19th, 2017|Proposte, Report|