Report seminario Reggio Emilia sulla pace

Il seminario si è svolto a Reggio Emilia il 16 settembre 2017. I soggetti promotori della tappa sono stati i partiti della sinistra presenti a Reggio Emilia (Sinistra italiana, Rifondazione Comunista, Possibile, PCI insieme al con Movimento Nonviolento – centro di Reggio Emilia e con i rappresentanti locali di Alleanza Popolare per la democrazia e l’uguaglianza, gruppo di lavoro che, in buona parte, altro non è che il proseguo di quelle realtà trasversali che per oltre un anno hanno lavorato attorno al Coordinamento Democrazia Costituzionale, e che ha contribuito alla vittoria del no al referendum.

Importante la collaborazione con la Camera del Lavoro di Reggio Emilia che ha dimostrato grande sensibilità alla proposta fatta, e ci ha messo a disposizione la sala in cui si è svolto l’incontro (presso lo sede principale di Reggio Emilia in via Roma) ed il relativo sistema di proiezione e videoregistrazione.
Collaborazione, tra l’altro, non episodica ma figlia di un buon rapporto stabilito nel tempo con questa importante realtà.

L’iniziativa si pone all’interno di un cammino iniziato alcuni mesi fa, la cui prima tappa è stata una manifestazione in occasione della Festa della Repubblica, “due giugno – la festa della Repubblica che ripudia la guerra”, e c’è l’impegno di tutti a preparare nuovi appuntamenti nei prossimi mesi.

Per il 2 giugno il CDC cittadino ha lanciato la proposta che è subito stata colta dalle realtà locali, avviando un processo facente perno su associazioni e partiti in modo assolutamente orizzontale. Il gruppo formatosi si è posto come obiettivo quello di costruire nel tempo un percorso più ampio che possa risollevare sui temi della pace e disarmo la dovuta attenzione, soprattutto in una città come Reggio Emilia che possiede una lunga tradizione in merito.

La scelta di intrecciare il percorso costruito da questo gruppo di lavoro con quello delle Piazze dell’Alternativa è stato facilitato dalla partecipazione di alcuni suoi componenti sia all’evento in cui era stato lanciata la loro creazione che dalla presenza di suoi rappresentanti all’interno della Rete delle Città in comune.

Nella scelta dei relatori si è cercato di privilegiare la possibilità di mettere in luce diversi aspetti della tematica, da quello del controllo e monitoraggio delle spese militari, dal disarmo alla riconversione sociale della spesa militare, dalla riconversione civile dell’industria bellica alla costruzione della difesa civile non armata e nonviolenta fino al lavoro parlamentare.

I relatori scelti sono stati:

Giorgio Beretta – ricercatore dell’Osservatorio permanente sulle armi leggere e di Rete Italiana Disarmo

Sergio Bassoli – referente politiche di pace della CGIL, coordinatore della Rete della Pace

Lisa Clark (che purtroppo ha dovuto dare forfait, fornendo però un contributo video) – Beati Costruttori di Pace, Rete italiana disarmo

Pasquale Pugliese – segreteria nazionale del Movimento Nonviolento

Giulio Marcon – capogruppo di Sinistra Italiana e coordinatore dell’Intergruppo dei parlamentari per la pace

Inoltre abbiamo avuto contributi filmati di Tomaso Montanari (Alleanza popolare per la democrazia e l’uguaglianza) e di Federico Martelloni (Coalizione civica per Bologna).

Il dibattito è stato coordinato da Rina Zardetto del CDC.

Sono stati inoltre effettuati interventi da parte di rappresentanti delle realtà politiche e associative locali: Saverio Morselli (Anpi), Vito Albanese (Segr. prov. Rifondazione Comunista), Roberto Pavarini (segretario provinciale S.i.) e Silvia Prodi (cons. regionale art.1-Mdp), oltre ad alcuni cittadini.

Nel complesso il clima è stato positivo e denso di spunti di riflessione, con interventi documentati ed interessanti; nota dolente (su cui occorre aprire una riflessione) l’assenza di studenti e giovani lavoratori, segno che il tema non è così sentito in quelle fasce o che la nostra comunicazione non è riuscita a raggiungere eventuali persone sensibili.

L’intero incontro è stato ripreso integralmente ed è disponibile in streaming sul sito di Cgil all’indirizzo https://youtu.be/iR8ASdZt3dI

Nel corso del dibattito sono emerse diverse proposte che devono riguardare un quadro nazionale di azione, politica, per fronteggiare con la messa in campo di politiche attive di pace la nuova corsa agli armamenti globale, l’aumento senza precedenti delle spese militari italiane (risorse sottratte agli investimenti sociali e civili), le “guerre come via d’uscita dalla crisi globale”  (come ha efficacemente sottolineato Montanari), l’impennata dei profitti bellici dell’export italiano anche verso Paesi in guerra come l’Arabia Saudita.

Le azioni da svolgere in maniera contestuale e complementare, all’interno di una azione politica che ripudi la guerra anziché la Costituzione, sono state evidenziate dai diversi relatori:

  • Costringere i governi al rispetto e rafforzamento della Lg. 185 del 9 luglio 1990 “Nuove norme sul controllo dell’esportazione, importazione e transito dei materiali di armamento”.
  • Agire per l’approvazione della proposta di legge di iniziativa popolare “Un’altra difesa è possibile”, per la costruzione della difesa civile non armata e nonviolenta, proposta di legge attualmente in discussione in parlamento, sensibilizzando tutti i deputati e senatori a seguirne ed appoggiarne l’iter.
  • Agire per ottenere un ridimensionamento delle spese militari e riuscire a reindirizzare una parte delle stesse verso una destinazione alla difesa civile, ripensando un modello di difesa da puramente militare offensivo (90 caccia f35 e tre portaerei) a un modello integrato militare difensivo/civile  orientata alla difesa del territorio e dei cittadini dalle vere minacce (dissesto del territorio, protezione civile, prevenzione anti-sismica, liberazione di risorse per l’educazione e l’istruzione, lotta sociale anti-mafia ecc.)
  • Perseguire un potenziamento del servizio civile e istituire i Corpi civili di pace – come capacità di intervento non armato e nonviolento nei conflitti internazionali, in coerenza con l’Art. 11 della Costituzione – trasferendo parte delle risorse ora rivolte esclusivamente all’ambito militare ed alle missioni di guerra
  • Agire per una maggiore chiarezza nel bilancio dello Stato che permetta di avere un quadro reale delle spese militari, oggi ripartite tra diversi ministeri e spesso mascherate sotto altre voci.
  • Agire a tutti i livelli politici, anche attraverso i consigli comunali, perché i temi della pace e del disarmo, mai come oggi attuali visti i venti di violenza che attraversano sia il pianeta a livello globale che la nostra società, tornino ad essere presenti nel dibattito politico locale e nazionale; questo anche condividendo mozioni, odg ed azioni locali che possano avere un riflesso generale.
  • Impegnarsi per l’adesione dell’Italia al “Trattato per la messa al bando delle armi nucleari”, promosso dalle Nazioni Unite e boicottato dal nostro governo, anche attraverso il sostegno alla campagna “ITALIA RIPENSACI!” di Rete Italiana Disarmo.
  • Aprire un processo nazionale di riconversione dell’industria militare in industria civile, contro la continua espansione dell’industria bellica a scapito di quella civile, tramite stanziamenti ad hoc ed una nuova iniziativa congiunta tra sindacati e politica.

E’ preciso impegno del comitato promotore di questa iniziativa e di quella del due giugno scorso di proseguire il percorso avviato, cercando di coinvolgere anche altre realtà che riteniamo possano essere sensibili a questi temi, soprattutto in ambito delle associazioni, e cercando di ottenere un maggiore coinvolgimento da parte di singoli cittadini; non è però ancora stato pensato / fissato un ulteriore momento dopo l’iniziativa in oggetto. Inoltre, tutti gli sforzi – vista l’imminente campagna elettorale – saranno rivolti a far entrare questi temi nel dibattito politico, attraverso l’assunzione di impegni delle forze politiche e dei singoli candidati. Almeno a sinistra.

Per quanto riguarda il percorso del Brancaccio, a Reggio è stata realizzata una prima assemblea pubblica prima delle ferie, con una discreta partecipazione.
A breve ci sarà il primo incontro per organizzare la prima assemblea pubblica delle 100 piazze lanciata recentemente. Troveremo il modo per portare quanto emerso dal Seminario reggiano sulle “politiche attive di pace” anche all’interno di questo percorso.

Roberto Pavarini, Segretario provinciale Sinistra Italiana Reggio Emilia

Pasquale Pugliese, Movimento Nonviolento

Ernestina Bazzi, Sinistra Italiana

Lorenzo Ferrari, Alleanza popolare per la democrazia e l’uguaglianza

Rina Zardetto, Coordinamento Democrazia Costituzionale

 

2017-10-31T15:20:45+00:00 ottobre 31st, 2017|Report|