Napoli. Proposta programmatica sulla Cultura

PROPOSTA PROGRAMMATICA CULTURA

Quando parliamo di cultura a Napoli, una delle città più ricche in Italia di testimonianze del passato ed insieme sede di immense potenzialità per lo sviluppo del pensiero umanistico e scientifico, dobbiamo necessariamente parlare prima di tutto di Università, perché le università costituiscono il luogo idealmente deputato allo sviluppo della conoscenza e sono il vero ponte tra le generazioni perché contribuiscono alla formazione dei nostri giovani che, seppure formati spesso all’eccellenza, sembrano inevitabilmente condannati a una nuova forma di diaspora.
In questo campo le nostre proposte sono:
– Sinergia con il mondo studentesco e con le sue richieste, perché non esiste Università senza studenti
– Valorizzazione del patrimonio di tutte le istituzioni pubbliche e private presenti in Campania, che andrebbero incoraggiate a interagire con generosità, mettendo in comune le proprie risorse materiali e intellettuali per generare nuove forme di collaborazione
– Creazione di partenariati obbligatori tra questi soggetti per l’accesso a finanziamenti, in modo da permettere ai percorsi di ricerca che andranno a delinearsi di sottrarsi a logiche clientelari e di profitto
– Studio di ogni forma di incentivi per le giovani generazioni affinché restino in Campania, impegnando qui le potenzialità e gli studi fatti, perché uno dei peggiori mali che affliggono il nostro territorio è il depauperamento culturale conseguente all’emigrazione delle giovani generazioni intellettuali.
Il secondo tema è rivendicare l’importanza del lavoro intellettuale, spesso giudicato apparentemente fine a sé stesso e oggetto di denigrazione nella mentalità corrente, e quindi favorirlo con politiche volte ad andare incontro alle esigenze di chi studia, degli operatori culturali di ogni ambito (accademico, scolastico, museale, turistico etc.) e degli artisti. Solo a titolo di esempio, sarebbe auspicabile che gli EE LL, che hanno sempre meno contributi economici da investire in cultura, destinassero parte del loro patrimonio immobiliare ad essere luoghi di residenza e di coworking per artisti e ricercatori under 35, con una rotazione stabilita per bando in tempi di massimo due anni, affiancando alla residenza agevolazioni per la fruizione del patrimonio artistico e per la consultazione di biblioteche ed archivi, libero accesso nelle università, nei musei, nei teatri della Regione; sarebbe anche utile che gli EE LL investissero per far divenire luoghi di spettacolo dal vivo tutti gli spazi non altrimenti utilizzabili che al momento sono abbandonati o chiusi.
Il terzo tema è la differenza tra cultura e turismo. Gran parte dell’attività, e soprattutto degli
investimenti, degli ultimi anni sono stati volti alla fruizione turistica del patrimonio culturale della
Regione; e se questo può portare ad ampliare le risorse investite nella conservazione, rivolte
soprattutto ai grandi Musei e siti archeologici, rischia però al contempo di far perdere di vista sia la
cultura immateriale, che ha un ruolo importantissimo nel definire la ricchezza dell’identità di paesi e
popolazioni, sia la ricerca di base che, sempre più negletta dai governi e dalle stesse istituzioni
universitarie che dovrebbero farsene promotrici, è l’unica in grado di continuare a garantire che la
conoscenza sia un “bene pubblico”, che non deve aver ragione di esistere soltanto se è inseribile in
un circuito commerciale e di profitto. Per questo risulta particolarmente importante riportare al centro
dell’attenzione anche l’Italia interna e periferica, ricchissima e per lo più dimenticata, sostenendo la
memoria storica, linguistica, manuale delle civiltà non cittadine.
MODI, TEMPI E RISORSE PER LA REALIZZAZIONE
I tempi per la realizzazione di questi tre punti sono sicuramente lunghi, ci vogliono anni per cambiare
una visione culturale.
Il modo principe è la creazione di reti di partenariato tra tutte le istituzioni culturali (pubbliche e
private) presenti sul territorio, a cui va affiancato lo sviluppo di luoghi di interazione che possano
fungere da “incubatori culturali” per le giovani generazioni, che hanno bisogno di poter sviluppare le
proprie conoscenze e abilità trovando il modo di applicarle in attività “produttive” che restituiscano
qualcosa all’ambiente che le ha contribuito a formarle.
Le risorse possono essere di vario tipo: dalla messa a disposizione del patrimonio immobiliare al
momento inutilizzato degli EE LL, alla defiscalizzazione degli interventi di privati a favore della cultura
(che non siano però mirati alla ricerca applicata, già abbondantemente finanziata), all’accesso a
forme di agevolazione per la creazione di startup giovanili.

Napoli proposta programmatica Cultura

2017-11-01T11:25:29+00:00 novembre 1st, 2017|4 - Sviluppo sostenibile, 9 - Beni comuni, Proposte|