Belluno. Contributo sulla democrazia interna

Democrazia:​ ​ partecipazione​ ​ ed​ ​ intersezione.

 

Finalmente​ ​ sembra​ ​ di​ ​ respirare​ ​ aria​ ​ nuova,​ ​ di​ ​ tornare​ ​ a ​ ​ contare.​ ​ Ci​ ​ preoccupa​​ però il​ ​ fatto​ ​ che​ ​ sia​ ​ ancora​ ​ poco​ ​ chiaro​ ​ il​ ​ modello​ ​ democratico​ ​ interno​ ​ a ​ ​ questo​ ​ soggetto. Il nostro contributo è quindi quello di porre e proporre alcune questioni di metodo perché riteniamo​ ​ che​ ​ la​ ​ democrazia​ ​ vada​ progettata e continuamente​ ​ esercitata,​ ​ per​ ​ non​ ​ essere​ ​ intesa un​ ​paravento​ ​ per​ ​ portare​ ​ avanti​ ​ vecchie​ ​ prassi​ o​ decisioni​ ​ assunte​​ da​ pochi​ ​ (sì proprio​​ al​​ maschile!)​ ​con​ ​ modalità​ ​ tutt’altro​ ​che​ ​condivise.

La​ ​ democrazia​ richiede​ ​ una​ ​ piena​ ​ consapevolezza:​ per​ poter attuare​ ​ scelte​ libere​ ci si deve basare su informazioni ampie e approfondite e una volta compiute, le scelte vanno motivate e rese pubbliche in piena trasparenza.

Democrazia è partire dal basso: compito del nuovo soggetto politico sarà farsi carico di promuovere​ ​l’intersezione​ ​ delle​ ​ lotte​ ​e ​ delle​ ​ rivendicazioni sociali dei territori. Siamo consapevoli che bisognerà evitare che lotte e rivendicazioni vadano in​ contrapposizione fra loro. Dialogo paziente e ancoraggio al disegno organico della Costituzione possono aiutare a far sì che i legittimi bisogni espressi dalla società trovino composizione. Non tutto potrà trovare subito priorità di applicazione, ma la sintesi esercitata dal soggetto politico deve essere chiara e trasparente.

Il soggetto politico insomma deve restare in ascolto​ per intersecare bisogni, capacità e azioni della​ ​società​ ed elaborare ​ e ​ ​ proporre​ ​ alla​ ​ medesima​ ​un​ ​ progetto​ ​ complessivo​ ​di cambiamento, promuovendo così​ l’intersezione​ ​ delle​​ lotte​​ e delle​ ​ rivendicazioni.

La democrazia richiede una continua rivoluzione culturale per decentrare l’io a favore degli altri.

Per​ ​ questo​ ​ riteniamo​ ​ che​ ​ per​ ​ funzionare,​ ​ questo​ ​ movimento​ ​ richiede​ che le/i sue/suoi promotrici/promotori​ abbiano il coraggio:​

  • di apprendere, di acquisire nuove competenze e di avere fiducia nelle competenze altrui;
  • di guardare​ ​ più al​ ​ futuro​ che al passato;
  • di superare logiche di appartenenza;
  • di rimettersi in gioco;
  • non solo di rispettare le idee degli altri, ma di ascoltare per capire le idee degli altri.

 

​Democrazia è partecipazione, è essere attrici/attori e non spettatrici/spettatori in una azione.

Non basta far esprimere a tutti le proprie posizioni​ ma dobbiamo sforzarci di creare continue occasioni dove la posizione di ciascuno diventi contributo per la decisione comune. Per questo suggeriamo la costituzione di tavoli tematici e tavoli territoriali permanenti dove si partecipa (nel senso sopra detto) non si ratifica. Ai tavoli dunque le decisioni su contenuti,​ azioni​,​ scelte​ ​ strategiche,​ ​nomine di rappresentanti. ​

Fin da subito chiediamo che il​ ​ movimento​​ non​ nasca come​ coalizione di​ tanti​​ soggetti,​ partiti,​ ​ movimenti​ ma che la strada sia quella della partecipazione individuale, unica garanzia di vera partecipazione.

La democrazia è certamente una testa un voto. Ma come far contare i territori meno popolati? Noi crediamo che oltre al dato demografico si debba anche considerare il dato geografico dello spazio rappresentato. Ogni comunità rappresenta dunque il numero delle persone abitanti ma anche la porzione di beni comuni che il suo territorio esprime e con la quale la comunità entra in rapporto.

Nella composizione/contrapposizione fra interessi generali e interessi territoriali, dove se conta il principio una testa un voto il territorio perde e paga le conseguenze (si pensi alla Val di Susa, per es.), suggeriamo che la dinamica valutativa esca dai soli criteri economicistici e che si chiariscano preventivamente i confini, necessariamente mobili, delle competenze da attribuire ad ogni livello di rappresentanza delle territorialità. Questo può valere tanto nella organizzazione interna del nostro movimento, tanto nell’organizzazione generale dei servizi alla società.

Insomma noi​ ​ auspichiamo​ ​ che​ ​ si​ ​ possa​ ​ rimanere​ ​ liberi​ ​ da​ ​ logiche​ ​ centralistiche,​ ​ che​ ​ si continui​ ​ a ​ ​ riconoscere​ ​ il​ ​ valore​ ​ del​ ​ pluralismo​ ​ e ​ ​ della​ ​ libertà​ ​ di​ ​ scelta​ ​ (sempre​ ​ nel rispetto​ ​ delle​ ​ libertà​ ​ altrui),​ ​ che​ ​ la​ ​ democrazia​ ​ del​ ​ movimento​ ​ si​ ​ esplichi​ ​ anche​ ​ nel pieno​ ​ riconoscimento​ ​ delle​ ​ diverse​ ​ potenzialità​ ​ e ​ ​ debolezze​ ​ delle​ ​ comunità​ ​ che​ ​ si manifestano​ ​ nel​ ​ nostro​ ​ Paese​ ​ (comunità​ ​ territoriali,​ ​ comunità​ ​ professionali,​ ​ comunità di​ ​ giovani,​ ​ comunità​ ​ di​ ​ anziani…)​ ​ non​ ​ per​ ​ separare​ ​ ma​ ​ per​ ​ intersecare​ ​ bisogni, capacità,​ azioni.

 

MODI,​ ​ TEMPI​ ​ E ​ ​ RISORSE​ ​ PER​ ​ LA​ ​ REALIZZAZIONE

La partecipazione sia aperta a tutti i contributi, la presa di decisioni deve essere individuale per essere autonoma e responsabile, solo fra chi ha formalmente aderito al movimento.

La partecipazione richiede la presenza, idee e contributi delle/degli aderenti per​ dare,​ ​testa,​ ​cuore​ ​ e gambe​ al​ ​ progetto.

La partecipazione potrà prevedere l’uso di strumenti tecnologici ma​ ​ sarà​ ​da​ ​prediligere​ il confronto​ ​diretto.

La responsabilità​ ​ degli​ ​ incarichi​ ​ in​ ​ rappresentanza​ ​ di​ ​ altri​ ​(delegato dell’assemblea,​ ​ per​ ​ es.​ ​ o ​ ​ portavoce​ ​ …),​ ​ sono​ ​a tempo​ e​ vanno​ ​ condivise​​ in due​ (diarchia​ ​ F/M).

Nel momento attuale, con l’ingerenza dei partiti nelle istituzioni e l’invadente leaderismo è opportuno che le​ ​ responsabilità​ ​ degli​ ​ incarichi​ ​ all’interno​ ​ del​ movimento siano​ incompatibili con​ ​ incarichi​ ​ istituzionali,​ ​ almeno​ ​ ad​ ​ un​ ​ certo livello.

I tavoli interni​ ​ hanno​ ​ temi​ ​ e ​ ​ tempi​ ​ prima​ ​ precisati, luoghi e orari accessibili e accoglienti (prevedere servizi di babysitting), moderati a rotazione; chi vi partecipa deve essere consapevole​ dei​ temi​ ​ da​ ​ trattare; gli​ ​ incontri​ ​ iniziano​ ​ con​ ​ una​ ​ relazione​ ​ esperta​ ​ che​ ​ chiarisce​​ i termini​ ​ dell’argomento da​ ​ trattare,​ ​ poi​ ​ si​ ​ apre​ ​ la​ ​ discussione,​​ alla​ ​ fine​ ​ si​ ​redige​ ​ un​ ​ report​ ​ conclusivo,​ da​ ​ rendere​ ​ noto.

Il report deve ​ mettere​ in luce​ ​ la​ ​ decisione motivata,​ ​ se​ ​ c’è​ ​ unanime​ ​ consenso,​ ​ o le​ ​ parti​ ​ ancora​ ​ da​ ​ condividere.

Nelle discussioni si decide il tempo degli interventi​; a tutti deve essere data la parola.

Le​ ​ decisioni​ ​ sono​ ​ prese​ ​ con il metodo della condivisione, tendendo all’unanimità;​ ​ dopo​ ​ una​ ​ pausa​ ​ di riflessione​ ​le decisioni possono​ ​ essere​​ prese​ a ​ maggioranza

Gli interventi devono essere intesi, da chi li fa e da chi li ascolta, come contributi alla discussione e non in contrapposizione tra loro. E’ importante (ed anche difficile, naturalmente) evitare slogan, prese di posizioni precostituite verso idee o verso partecipanti, argomentare le proprie idee, ascoltare le argomentazioni altrui, rimanere concentrati sul tema e non rincorrere l’ultimo intervento ascoltato.

NUMERO​ ​ PARTECIPANTI​ ​ ALL’ASSEMBLEA:

(LUOGO​ ​ E ​ ​ DATA) Belluno 7 ottobre 2017. Durante l’assemblea erano presenti venti/venticinque   persone, chiamate a discutere su questo come su altri documenti programmatici preparati. Tuttavia il dibattito si è spostato su altro (in particolare su cosa volesse significare l’espressione “partire dal basso”) e lì vi è rimasto. Il gruppo si è poi ritrovato altre due volte, in incontri interni, per rielaborare la presente proposta che è stata sottoscritta dalle otto persone in calce.

PROPONENTI:

Moira Fiorot – Santa Giustina – moira.fiorot@libero.it

Cristina Muratore – Belluno – parafarmacia.olistica@gmail.com

Monica Camuffo – Ponte nelle Alpi – monicacamuffo@gmail.com

Barbara Del Favero – Ponte nelle Alpi – babydelfa@gmail.com

Elena Pasqualetti – Belluno – pisquo@gmail.com

Iolanda Da Deppo – Pieve di Cadore – iolandadadeppo@alice.it

Gino Sperandio – Belluno – gino.sperandio@libero.it

Andrea Mario – Belluno – andrea.mario.belluno@gmail.com

 

Testo contributo Belluno sulla democrazia interna

2017-11-04T20:23:15+00:00 novembre 4th, 2017|6 - Democrazia, Proposte|