Bologna. Proposta programmatica sulla scuola

PROPOSTA PROGRAMMATICA SU SCUOLA E UNIVERSITA’

(cfr. art. 3, 33 e 34 dell Costituzione italiana)

BOLOGNA, GRUPPO SCUOLA

TEMA: SCUOLA E UNIVERSITA’

OGGETTO:

ABROGAZIONE DELLA LEGGE 107/2015 (che “Buona scuola” non è) E SUA SOSTITUZIONE CON UNA LEGGE PER UNA SCUOLA FEDELE AL DETTATO COSTITUZIONALE (art. 3, 33 e 34): PUBBLICA, GRATUITA LAICA, DEMOCRATICA ED INCLUSIVA.

PRESENTAZIONE E DETTAGLIO DELLA PROPOSTA

Situazione attuale e proposte

SCUOLA

Dopo aver vinto il referendum del 4 dicembre, non può bastare che la nostra Costituzione sia sopravvissuta, vogliamo che ora viva per davvero. Perché in tante parti, e dopo tanti anni, non è ancora veramente attuata, anzi.

Come nel caso della scuola, a cui gli articoli 3, 33 e 34 affidano il compito più importante per la formazione delle ragazze e dei ragazzi del nostro paese o da qualunque altro paese provengano: rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che impediscono il pieno sviluppo della persona umana. Ed in che modo? Istituendo scuole pubbliche gratuite di ogni ordine e grado, dove l’insegnamento sia libero.

Dunque una scuola pubblica, inclusiva, gratuita, laica, egualitaria, democratica, di alto livello ed adeguatamente sostenuta, in grado di assicurare ad ogni giovane cittadino e cittadina, da Sondrio a Canicattì, le medesime opportunità; il luogo dell’emancipazione umana, del sapere critico e della libertà di pensiero.

A partire dagli anni Sessanta furono fatti significativi passi avanti per rendere concreti questi principi. Solo per ricordarne alcuni: la scuola media unica, la scolarizzazione di massa, l’integrazione dei ragazzi disabili, il tempo pieno, la partecipazione democratica dei genitori.

Ma negli ultimi 20 anni, con i governi di qualsiasi colore, la situazione ha cominciato a capovolgersi: alla scuola sono state continuamente e progressivamente sottratte risorse, mascherando queste operazioni di cassa con mirabolanti “riforme”: alla legge 62 di parità che, alla faccia del “senza oneri per lo Stato”, ha permesso una elargizione sempre più massiccia di denaro pubblico alle scuole private, sono seguite la riforma Moratti, la Gelmini, fino alla chiusura del cerchio con la “Buona scuola” renziana.

Risultato? Le scuole dell’infanzia pubbliche via via sostituite da quelle confessionali o svendute alle cooperative, classi sempre più affollate, meno ore di insegnamento, risorse insufficienti per il sostegno e per l’alfabetizzazione dei bambini stranieri, il Dirigente-re, la libertà d’insegnamento sempre meno libera, il falso mito di un’abnorme ed insostenibile alternanza scuola/lavoro che sottrae cultura ai giovani per renderli spesso manodopera gratuita in sostituzione di posti di lavoro.

La scuola pubblica oggi non è più né egualitaria né gratuita. Di fatto è pagata dalle famiglie con i così detti contributi volontari che di “volontario” non hanno nulla e che, nel corso del tempo, differenzieranno sempre più le scuole, tra le poche di serie A dei quartieri bene e le tante di serie Z delle periferie povere. Nella sostanza, un ritorno alla scuola classista denunciata tanti anni fa da don Milani. E si potrebbe, purtroppo, andare avanti a lungo.

A fronte di tutto questo cosa proponiamo?

Già nel 2006, quando credemmo ingenuamente di aver già toccato il fondo con la Moratti, il forte movimento che si sviluppò riuscì ad unire alla protesta anche una proposta del tutto alternativa. Così migliaia di insegnanti, studenti, genitori discussero a lungo, fino ad elaborare una proposta di legge di iniziativa popolare denominata “Per una buona scuola della Repubblica” con la convinzione che questo metodo, partecipato e condiviso, debba essere il metodo da seguire per avviare un vero cambiamento; un metodo che è sempre mancato nell’intervenire sulla scuola.

Quella legge raccolse 100.000 firme quando ne sarebbero bastate la metà, ma non entrò mai nel dibattito parlamentare.

L’idea di riproporne i contenuti, completamente antitetici a quelli della scuola renziana, partì proprio da Bologna e divenne subito la bandiera del movimento di opposizione alla “Buona scuola”, con l’hastag, “megliolalip” nelle piazze e sui social (LIP, acronimo di legge di iniziativa popolare)

Ora quella legge è stata ripresa ed aggiornata, per contrastare anche il disastro seguito dalla riforma Moratti in poi, ed è stata depositata l’8 settembre 2017 in Cassazione con la denominazione “Per la scuola della Costituzione”.

Questa proposta di legge (in allegato sia il testo integrale che una sua sintesi – N° 1 e N° 2) ha un linguaggio chiaro, rispettoso delle differenze di genere e senza riferimenti di tipo aziendalista, nella convinzione che tale ottica debba rimanere estranea al mondo della scuola.

E’ una legge che ha come riferimento potente e portante gli articoli 3,33,34 della Carta costituzionale.

Qui solo pochi accenni e alla rinfusa.

Scuole pubbliche dell’infanzia per tutti. Un piano straordinario che metta in sicurezza tutte le scuole. Più istruzione con l’innalzamento dell’obbligo a 18 anni. Classi di 22 alunni. Abolizione dei voti alla primaria e ripristino del modulo e del tempo pieno. Alle superiori un biennio unitario che rimandi la scelta delle proprie attitudini a 16 e non a 13 anni come oggi, riconosciuta come una delle cause dell’abbandono scolastico. Organici aggiuntivi adeguati per il sostegno, l’integrazione, la lotta alla dispersione. Tutte le risorse pubbliche per la scuola pubblica e nessun finanziamento pubblico alle scuole private.

Laicità: l’insegnamento della religione cattolica collocato in orario extracurricolare e il divieto di funzioni religiose nelle scuole pubbliche. Abolizione dei test invalsi che “crocetizzano” l’insegnamento. Ampliamento dei poteri degli organi collegiali per una vera democratizzazione.

Ma per fare tutto questo occorrono risorse adeguate e quindi la richiesta che alla scuola pubblica venga destinato non un euro in più della media europea, vale a dire almeno il 6 per cento del pil. Oggi siamo i penultimi in Europa, al 3,8 % del pil con un ulteriore taglio già previsto al 3,5%

UNIVERSITA’

Il diritto ad accedere ai più alti gradi dell’istruzione, sancito dall’articolo 34 della Costituzione, è continuamente disatteso.

La scelta, trasversale ai Governi di ogni colore negli ultimi anni, di trascurare l’investimento in formazione superiore ha portato delle evidenti conseguenze. Le cifre parlano da sole: il numero dei laureati tra i 25 e i 34 anni è inferiore alla metà della media dei paesi europei e nell’ultimo decennio si è verificato un calo del 20 per cento di immatricolati; sono “scomparsi” 463mila studenti. A questo risultato estremamente negativo hanno fortemente contribuito i tagli al Fondo nazionale per le borse di studio, mentre sono aumentate continuamente le tasse universitarie. Il diritto allo studio pesa ormai per il 42% sulle spalle degli studenti stessi che vi provvedono tramite la tassa regionale per il diritto allo studio. Le regioni – a cui spetta l’erogazione delle borse di studio – si muovono a macchia di leopardo. Alcune, al Nord, riescono a garantire totalmente il diritto allo studio, altre, soprattutto al Sud e nelle isole non ce la fanno. Queste sperequazioni tra le diverse zone d’Italia si traducono nella penalizzazione degli studenti che provengono dalle aree più povere del paese, accentuando ulteriormente la differenze sociali ed economiche. Negli ultimi anni accademici circa 40mila sono stati dichiarati idonei ad ottenere la borsa ma non l’hanno ricevuta.

Tutto questo ha portato le realtà del mondo studentesco (Coordinamento universitario, Link, Rete della Conoscenza, Uds) ad elaborare una proposta di legge: “Norme in materia di diritto allo studio universitario ” (in allegato il testo ed una sintesi – N°3 e N° 4).

Tale proposta contiene alcuni obiettivi irrinunciabili: un’ ampia no tax area, l’innalzamento della soglia per l’accesso al beneficio della borsa di studi, l’impegno statale di garantire un finanziamento adeguato per erogare la borsa a tutti gli idonei, fino al reddito di formazione, strumento diffuso in tutta Europa di emancipazione dei soggetti in formazione.

Tale proposta di legge è stata condivisa da tante realtà impegnate per la difesa dei diritti sociali (qui il lungo elenco) che hanno individuato nel diritto allo studio e nell’accesso alla conoscenza due nodi fondamentali per la costruzione di una società più giusta e con più centralità alla cultura e alla ricerca.

LE PROPOSTE IN SINTESI PER IL PROGRAMMA (ed i modi e i tempi)

Crediamo che da un programma debbano emergere immediatamente gli obiettivi fondamentali, con la chiarezza di poche e comprensibili parole.

Per quanto riguarda Scuola ed Università, dunque, le proposte emerse dall’assemblea programmatica sulla scuola “La scuola che c’è e quella che vorremmo” svoltasi lo scorso 27 ottobre a Bologna (in allegato il programma – N°5) sono sinteticamente le seguenti:

Immediata approvazione dello “ius soli” perché “a scuola nessuno è straniero”.

Immediata abrogazione della Legge 107/2015 “Buona scuola” (siamo ancora “scottati” dal “cacciavite” di Fioroni dopo la promessa elettorale dell’Ulivo dell’abrogazione della Legge Moratti).

Abrogazione della Legge 10 marzo 2000, n. 62 (“Norme per la parità scolastica”) e progressiva riduzione dei contributi alle scuole private, fino al loro completo azzerramento nell’arco dei 4 anni della legislatura.

Rapida calendarizzazione e ampia discussione della proposta di legge “Per la scuola della Costituzione”, elaborata da centinaia di insegnanti, genitori e studenti

(qui integrale: http://lipscuola.it/blog/per-la-scuola-della-costituzione-legge-di-iniziativa-popolare/; qui in sintesi: http://lipscuola.it/blog/la-lip-per-la-scuola-della-costituzione-in-sintesi/)

Rapida calendarizzazione e discussione della proposta di legge “”Norme in materia di diritto allo studio universitario”,elaborata da centinaia di studenti universitari;e sostenuta da decine di associazioni

(qui integrale: http://www.allindirittoallostudio.it/testo-completo/;

qui in sintesi: http://www.allindirittoallostudio.it/lip-in-pillole/)

Riguardo al tema dell’alternanza scuola-lavoro si è registrata la condivisione sui seguenti punti:

l’ alternanza scuola lavoro deve essere veramente formativa, con tempi stabiliti dalle singole scuole (e di molto inferiori a quelli ora obbligatori stabiliti dalla 107), il lavoro pagato.

Non vi è stata invece concordanza sul fatto che l’alternanza scuola-lavoro sia obbligatoria ed inserita nell’orario curricolare o invece volontaria in orario extracurricolare.

RISORSE PER LA REALIZZAZIONE

* Modifica dell’ art. 81 (fiscal compact) che toglie risorse alla scuola, alla sanitá, al welfare

* Immediata sospensione del programma caccia F35 e drastica riduzione delle spese militari

* Reintroduzione dell’IMU sulle case di chi ha un alto reddito

* Patrimoniale ed imposta di successione sui grandi patrimoni

* Abolizione dei finanziamenti pubblici alle scuole private (art.33 della Costituzione)

NUMERO PARTECIPANTI ALL’ASSEMBLEA: 60, tra cui rappresentanti di:

Assemblea delle scuole di Bologna – Comitato lip “per la scuola della Costituzione” – Associazione nazionale “Per una nuova primavera della scuola pubblica” – Associazione “Per la scuola della Repubblica” – Link e Uds (nazionali) – Flc/Cgil regionale e bolognese – Partito Rifondazione comunista – Sinistra Italiana – Coalizione Civica

Bologna, 27 ottobre 2017

PROPONENTI:

NOME E COGNOME

INDIRIZZO

E-MAIL

FIRMA*

Giovanni Cocchi, via Bassano del Grappa 23, 40139 Bologna – giovannicocchi@tin.it (coordinamento gruppo scuola)

Giancarlo Vitali “ambrogio”, via Zanolini 14, 40126 Bologna – giancarlo.vitali.ambrogio@gmail.com (coordinatore delle assemblee programmatiche bolognesi)

Margherita Romanelli, < romanelli.margherita@gmail.com > (al momento non rintracciabile all’estero, coordinatrice assemblee programmatiche)

In fede (in sostituzione della firma autografa)

Giovanni Cocchi

Giancarlo Vitali “ambrogio”

*Con la firma si autorizza espressamente “Un’alleanza popolare per la democrazia e l’uguaglianza” al trattamento dei dati personali dei proponenti per l’invio di comunicazioni inerenti al progetto politico e al percorso programmatico intrapresi il 18 Giugno a Roma, ai sensi del D.lgs. 196 del 30 giugno 2003 e successive modificazioni.

SCHEDA_SCUOLA_BOLOGNA

Allegato 1 Testo della Lip Per la scuola della Costituzione

Allegato 2 Sintesi delle proposte contenute nella Lip Per la scuola della Costituzione

Allegato 3 proposta di legge Norme in materia di diritto allo studio universitario

Allegato 4 Sintesi proposta di Legge sul Diritto allo Studio Universitario

 

 

2017-11-04T21:59:12+00:00 novembre 4th, 2017|Proposte|