Bagno a Ripoli. Proposta programmatica disarmo unilaterale

Disarmo unilaterale e maggiore attenzione al cambiamento del clima e ai disastri ambientali

Ritrovare l’audacia dei politici e ridare la sovranità ai cittadini

 

Oggi assistiamo a delle perversioni aberranti della politica e la società ne è contaminata; assistiamo agli effetti catastrofici del neoliberismo; stanno vendendo le nostre fabbriche più importanti; ci stanno portando verso la privatizzazione della sanità; il sistema pensionistico è ingiusto, non prevede aiuto a chi ha niente e permette che esistano ancora le famose “pensioni d’oro”; abbiamo un sistema fiscale ingiusto e punitivo. L’educazione e la cultura non sono, e non lo sono state da lungo tempo, fra le priorità della politica.

Stiamo assistendo ad una regressione sociale e alla decadenza della politica asservita agli interessi dei potenti e delle multinazionali.

In mezzo ai tanti  problemi e disuguaglianze, solo parzialmente enunciati, oggi, ci sono, anche,  due grandi questioni che non possiamo più ignorare: la situazione climatica e il pericolo di guerra.

Sono queste due grandi minacce che ci sollecitano, direi obbligano, a pensare ad una trasformazione radicale della vita e della politica, come Anna e Tomaso ci invitano a fare nella loro ultima lettera.

Noi partiamo da queste due grandi minacce, paradossalmente ignorate da molti, per proporre un progetto politico che sia di riferimento per tutti gli altri settori della società e della politica: disarmo unilaterale e attenzione ai cambiamenti climatici. 

E’ ciò che viene predicato da 30/40  anni (basta ricordare Alexander Langer e non solo), ma nessuno cerca, ancora, di attuare. Tutti pensiamo che non tocca a noi provarci e qualcuno altro ci penserà.

 

Non abbiamo più tempo per teorizzare e così da rimandare i problemi. 

Ci sono due pazzi pericolosi a giro che si divertono con i bottoni rossi.  In Italia,  a nostra insaputa, i gorverni passati hanno permesso che gli USA  collocassero sul ns. territorio 70 bombe nucleari che possono diventare una minaccia e una ritorsione per tutti noi. Senza contare che, così facendo, abbiamo violato la ns. Costituzione.  L’Italia spende l’1,5% del Pil per gli armamenti, significa 64 milioni al giorno; per le missioni militari all’estero spendiamo 1,28 miliardi. Gli Stati mondiali stanno aumentando le spese militari e l’Italia segue questa politica. E’ sempre più evidente che la risposta dei governi alle crisi attuali appare essere prevalentemente di tipo militare.   Una difesa armata  non ci eviterebbe mai e poi mai un conflitto, anzi al contrario.  Mentre stiamo a raccontarci tutte le magagne di questo mondo, i ghiacciai si sciolgono. Nei 5 anni trascorsi la calotta polare è diminuita di 9 metri. E’ stato ipotizzato dagli scienziati che nel 2040 molte città costiere andranno sommerse, così noi fiorentini avremo il mare a portata di mano. Oltre a ciò, i cambiamenti climatici già portano e ancora di più porteranno,  la fame nel sud del pianeta.  Le immigrazioni continueranno nel tempo.

 

Né la ragione né la politica vuole prendere atto di un  così disastroso futuro, ma il senso di responsabilità, verso di noi e verso gli altri, ci spinge a provvedere e a non perdere più tempo: dobbiamo  cercare altre vie, più umane, più democratiche, più inclusive: una trasformazione di vita.

Noi proponiamo questa trasformazione come obiettivo finale. Il disarmo totale porterà con sé, meglio dire, trascinerà con sé  altri cambiamenti radicali.

Una trasformazione radicale, una visione di vita diversa, desiderio di tanti cittadini, chiamerebbe il popolo alla partecipazione attiva e finalmente si rispetterebbe la sua sovranità.  Il referendum del 4 dicembre ci ha dimostrato, molto chiaramente, che le persone vogliono riappropiarsi della facoltà di decidere del loro destino di cittadini sovrani.

Siamo convinti che la politica  non deve pensare a soluzioni momentanee, per attirare il consenso per le successive elezioni , ma “pensare ad una visione globale di come vivere fra venti o cinquant’anni e ad essere animata dalla volontà di lasciare ai propri figli e nipoti un mondo migliore”  (D. Kernani)

Se pensassimo  di fare un programma basato sul consenso si ricadrebbe negli stessi errori dell’attuale politica.  Dobbiamo confidare, invece, sulla partecipazione attiva dei cittadini.

La gente ha desiderio e ha bisogno di cose diverse, completamente nuove.

Tutti i nostri politici sanno  quanta  schifezza c’è nella vendita delle armi. La rete di intrighi sovra nazionali è così complicata che è impossibile sbrogliare: solo un taglio netto può sciogliere i nodi. Solo  un programma politico coerente con questo cambiamento, ci porrebbe in modo chiaro nei confronti dei cittadini, dei partner politici e, come auspica Tomaso, indicheremmo la via per il Nuovo Umanesimo.

Per attuare tutto ciò, i mezzi finanziari verranno da tutti quei soldi risparmiati: non più spese militari, ridistribuzione fiscale e pensionistica, non più opere devastanti ed inutili, ma difesa del territorio. Sarebbero tanti i  soldi  risparmiati da destinare ad altri settori ora disastrati: ricerca, scuola, cultura, arte, sanità, sociale, lavoro, immigrazione, rifiuti.

 

Dobbiamo ritrovare l’audacia dei politici e la fiducia nella buona volontà della gente che  hanno contraddistinto le grandi imprese e conquiste sociali.

Facendo affidamento sulla passione, sulla energia e sulla voglia della gente di cambiare, ci sarà maggiore partecipazione (vedi Podemos* e Corbyn).

Ecco da dove verrà fuori la partecipazione attiva:  da un sogno, da un’utopia; riconversione dei settori produttivi, ritorno ad una economia di mercato non liberista, programmazione dal basso di una economia sostenibile, equa e solidale, prospettiva di porre rimedio ai disastri della terra, per quello che sarà possibile fare. Staccarsi il più possibile dal petrolio e lavorare sulla ricerca in generale e, in particolare, sulle energie rinnovabili.

 Per fare solo queste ultime due cose il lavoro ci sarà per tutti, tutti, e per almeno 50 anni avvenire.

Se aboliamo le armi aboliremo la guerra.

L’opinione pubblica è stufa di vedere sperperare  denaro in opere inutili; vuole sentirsi protetta dai disastri che il nostro pianeta ci riserverà ancora, purtroppo. Insomma, un tale cambiamento agirà tipo domino su tutti i settori sociali.

 

Le persone vogliono  prospettive di vera trasformazione di vita che ci farebbero ritrovare una autentica moralità, giustizia e uguaglianza.

 

Lista civica “per una cittadinanza attiva di Bagno a Ripoli” e prof. Alberto e Anna Luisa L’Abate

Bagno a Ripoli. Proposta programmatica disarmo unilaterale

 

2017-11-15T14:46:16+00:00 novembre 9th, 2017|10 - Politica internazionale, Proposte|