Firenze. Proposta programmatica Educare alla convivenza

Anche la convivenza si insegna e si impara

Antropologi nelle scuole per lezioni di convivenza.

Contro razzismo, integralismo e intolleranza servono corsi che aprano all’Altro.

 

Da molto tempo le cronache hanno tutte come minimo comun denominatore il rapporto sempre più problematico tra noi e gli altri.

Oggi i processi di integrazione che sembravano, sia pur faticosamente, avviati, sembrano invece in stand by. E su questo impasse il terrorismo getta benzina sul fuoco.  Emerge in maniera preoccupante la incapacità di governare le differenze con le quali conviviamo gomito a gomito. Perché? Perché non abbiamo imparato a conoscerle.

 

C’è bisogno di una nuova educazione alla convivenza con chi è diverso; un’alfabetizzazione all’antropologia culturale.

E’ urgente avviare un iter formativo che vada dalla scuola all’università alla società. Proprio per questa emergenza pedagogica, gli antropologi europei, riunitisi a Milano (estate 2016), hanno lanciato un appello alle istituzioni scolastiche perché introducano l’antropologia in tutti i percorsi educativi come arma per combattere razzismo, integralismo e intolleranza.

La sfida dell’educazione delle giovani generazioni richiede innanzitutto l’alfabetizzazione degli alfabetizzatori, ovvero la formazione degli insegnanti che devono fare propri gli strumenti dell’antropologia “per educare i loro allievi al confronto positivo con le diversità, da quelle di genere, a quelle culturali, fino a quelle religiose”.   A dirlo è Cristina Papa, dell’Università di Perugia e presidente dell’Anuac (Associazione nazionale universitaria degli antropologi culturali) che, insieme a Mario Bolognari, professore a Messina e leader dell’Aisea (Associazione italiana per le scienze etno-antropologiche), sottolinea le possibilità innovative offerte dalla legge 107, la cosiddetta riforma Giannini che, tra le competenze trasversali, ritenute indispensabili per tutti i docenti, indipendentemente dalla disciplina che insegneranno, prevede anche quelle antropologiche. Purchè, sottolinea Papa “i decreti attuativi, che sono in via di elaborazione a livello ministeriale, rispondano pienamente agli obiettivi della legge e diano uno spazio adeguato all’antropologia in tutte le fasi della formazione”.

 

Insomma, solo una corretta formazione antropologica ci salverà da due errori simmetrici e opposti: il buonismo beota e il razzismo idiota.

Firenze Proposta programmatica Educare alla convivenza

 

2017-11-09T08:06:00+00:00 novembre 9th, 2017|5 - Inclusione, Proposte|