Documento approvato dalla assemblea del 10 novembre a Livorno

DOCUMENTO POLITICO PROGRAMMATICO

Vogliamo partecipare al percorso di costruzione di un’alleanza popolare per la democrazia e l’uguaglianza lanciato con l’assemblea del Brancaccio del 18 giugno scorso. Un percorso che unisca la sinistra sociale e politica e le tante forme di civismo e partecipazione su un programma di attuazione della Costituzione e di alternativa alle scelte economiche neoliberiste cui i tradizionali partiti socialdemocratici, PD in primis, si sono adeguati, rendendosi indistinguibili dai partiti della destra conservatrice.

Per questo è importante unirsi alla campagna di adesioni individuali, per una larga partecipazione all’assemblea nazionale del 18 novembre a Roma.

Condividiamo in particolare che sia “chiusa la stagione del centro-sinistra: perché è giunto il tempo di rovesciare il tavolo delle diseguaglianze, non di venirci a patti”. Il centro sinistra in questi anni, a livello nazionale come europeo, è stato il protagonista indiscusso dell’attuazione delle politiche liberiste: dai trattati di Maastricht fino al Fiscal Compact passando per guerre e privatizzazioni. Queste politiche hanno favorito i ceti più ricchi, le grandi holdings sovranazionali e il grande capitale finanziario, marginalizzando la centralità della sovranità popolare, aumentando le diseguaglianze e peggiorando nettamente le condizioni di vita e di lavoro delle giovani generazioni e di larghi settori della popolazione, aprendo la strada a guerre tra poveri connotate da razzismo e xenofobia.

Serve una lista di sinistra attorno ad un programma di radicale alternatività che possa raccogliere, come negli altri paesi europei, un grande consenso popolare: dalla difesa dei diritti di chi lavora (abolizione del Jobs Act e reintroduzione dell’articolo 18) alla redistribuzione del reddito con l’aumento della tassazione sulle grandi ricchezze, dalla redistribuzione del lavoro e l’abolizione della legge Fornero, al rilancio della scuola e della sanità pubblica. Il modello di società che vogliamo fondare dovrà garantire la parità nell’accesso ai diritti fondamentali e lo smantellamento di ogni atto legislativo che lo neghi, senza contrapporre diritti civili e diritti sociali. La libertà significa per noi anche piena autodeterminazione della persona nel proprio orientamento sessuale e identità di genere, la piena affermazione del valore della laicità, dell’antiliberismo in economia dell’antimperialismo e della battaglia femminista.

Tante esperienze europee, dalla Spagna alla Francia alla Grecia alla Gran Bretagna, dimostrano che le posizioni di una sinistra in netta rottura con classi dominanti, possono conquistare consenso popolare. E’ nostro dovere allora anche rifondare questa Europa, mettendo in discussione non solo le scelte di Renzi, ma quelle del Partito Socialista Europeo e le politiche prettamente finanziare e monetariste dell’Unione Europea che hanno visto la condivisione di liberali, socialisti e popolari.

Non basta invocare genericamente l’unità della sinistra, dobbiamo avanzare una proposta credibile ed effettivamente alternativa, che faccia delle elezioni un passaggio verso la costruzione di una forza e di uno schieramento popolare che lavori per un’alternativa di società. Non si tratta di fare una lista per ricostruire il centrosinistra contrattando con il PD dopo le elezioni. Vogliamo attuare un percorso basato sulla democrazia e la partecipazione, non un accordo pattizio tra vertici politici, a partire da un chiaro rinnovamento nella composizione delle liste, con una forte presenza di chi è impegnato nella società e nei movimenti e la scelta chiara che non siano candidati coloro che negli anni e nei decenni scorsi abbiano ricoperto responsabilità di governo nel vecchio centrosinistra. Queste assemblee dovranno quindi essere pienamente sovrane nella loro costruzione, senza alcun tipo d’ingerenza.

Per queste ragioni ci preoccupano gli “incidenti di percorso” come quello apparso su Huffington Post il 7 novembre u.s.

Occorre ripartire dal documento del Brancaccio del 18 giugno u.s., da parte nostra continueremo, come livornesi a sostenere i garanti di questo progetto Anna Falcone e Tommaso Montanari, anche con la nostra presenza a Roma il 18.

 Livorno 10 novembre 2017

 

2017-11-15T15:51:39+00:00 novembre 15th, 2017|Documenti assemblee|