16 novembre 2017 11:29

Gentili Anna Falcone e Tomaso Montanari,

non ci conosciamo di persona, sono uno dei tanti cittadini che in questi anni pur conservando una propria passione politica, cioè per la res pubblica, non si trova rappresentato dagli attuali partiti presenti in Parlamento, e pertanto ritiene lodevole la vostra iniziativa che ricorda quanto siano importanti i valori della sinistra che nacque per combattere le disuguaglianze create dal capitalismo.

Come molti altri cittadini che ricadono nella mia “categoria”, ahimé non posso partecipare attivamente alle vostre assemblee, ma seguo a distanza il vostro impegno e spero di essere più attivo in futuro.

Condivido con voi la necessità di costruire un’unione di comunità su determinati valori ormai dimenticati, affinché nasca un soggetto politico che si ponga prioritariamente il perseguimento degli scopi costituzionali e che ponga maggiore attenzione rispetto agli altri partiti, proprio alle disuguaglianze innescate dal capitalismo e che nel nostro Paese soprattutto al meridione, toccano punte drammatiche da degradato sociale ed economico poiché impediscono una vita serena a milioni di cittadini.

Il vostro approccio è stato quello di includere chiunque dicesse di condividere il vostro manifesto politico e fra questi hanno “aderito” prima di tutto le vecchie conoscenze della “sinistra” italiana, a mio avviso dando un’immagine desueta, obsoleta e consumata alla vostra iniziativa.

La modesta e umile opinione del sottoscritto è che per costruire un nuovo soggetto, che abbia i valori della sinistra, sia necessario ripartire da zero, e cioè dalle nuove generazione di ragazzi, ma per farlo sarebbe prioritario avviare una scuola politica collegata ai nuovi movimenti presenti nei territori. Solo dopo alcuni anni di scuola politica, avendo formato nuova classe dirigente, e svolto qualche gara elettorale negli Enti locali, a mio avviso sarebbe saggio costruire un soggetto politico capace di cambiare il Paese.

Nel manifesto politico che state costruendo, secondo la mia opinione, è fondamentale costruire e divulgare un piano industriale partendo dall’approccio bioeconomico (di Nicholas Georgescu-Roegen) poiché è l’unico capace di coniugare nuova occupazione utile preservando le risorse finite del pianeta. A mio parere sarebbe strategico partire dal governo del territorio adottando l’approccio territorialista (della scuola di Magnaghi) e proporre un cambio di scala territoriale (cioè cambiare i confini amministrativi/politici) nell’ambito comunale osservando le nuove città costituite da comuni centroidi e le loro conurbazioni per adottare piani regolatori generali bioeconomici, capaci di rigenerare centri storici e zone consolidate, e cancellare il consumo di suolo agricolo.

Non importa se il 18 novembre sia saltata l’assemblea, il percorso è molto più lungo …

cordiali saluti

G.C.[/fusion_text][/fusion_builder_column][/fusion_builder_row][/fusion_builder_container]

2017-11-18T18:35:25+00:00 novembre 17th, 2017|Commenti annullamento assemblea|