17 novembre 2017 20:05

Cari Anna Falcone e Tomaso Montanari,
ho il dubbio che possa essere nato un equivoco: dobbiamo stilare delle liste di candidati o dobbiamo coinvolgere nel progetto il partito di maggioranza, gli astenuti?
Qual è (pur facendo entrambe le cose) la priorità?
Sono interessato a valorizzare il sapere delle mani (artigiani, operai, contadini…), tradurlo in pensiero politico, progetto politico, organizzazione (far dialogare la mano con la parola, con gli stessi diritti, la stessa attenzione); a unire diverse identità in unico obbiettivo e in una comunità; identificare le priorità, che vuol dire saper scegliere.
Inseguiamo i numeri e i voti o sappiamo identificare le priorità?
In Italia ci sono più di tre milioni di non autosufficienti. Il dramma dei loro cari è che ne sarà di loro, poi…
Saper decidere, chi sono gli ultimi, quali sono le priorità, qualifica presso l’opinione pubblica.
Le mani parlano poco, ma costruiscono: porti, approdi, dighe, strade, ponti, ospedali, case, rifugi…
Cercasi (gratuiti) traduttori, interpreti e insegnanti: dalle mani alla parola. E viceversa…
Ia

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2017-11-18T08:34:48+00:00 novembre 18th, 2017|Commenti annullamento assemblea|