Asti: Il Brancaccio non deve morire

Abbiamo, come uomini e donne, compagne e compagni, aderito con passione ed entusiasmo al percorso proposto dall’assemblea del Brancaccio convinti che grazie al metodo “una testa, un voto” sarebbe stato possibile riportare alla politica attiva le migliaia e migliaia di persone che se ne sono allontanate per i più svariati motivi.
Abbiamo pensato che partendo dai dieci punti programmatici proposti e fissati dall’assemblea e dall’idea dell’applicazione della Costituzione a partire dal fondamentale articolo 3 sarebbe stato possibile gettare solide basi per la costruzione di un soggetto politico realmente alternativo al PD, realmente e fortemente caratterizzato a sinistra, realmente capace di incidere e battere le politiche neoliberiste imperanti nel nostro Paese e in Europa, politiche che stanno aumentando a dismisura le diseguaglianze sociali e la forbice tra sfruttati e sfruttatori.
Abbiamo pensato che questo programma avrebbe gettato solide basi per la costruzione di un’unica forza di sinistra in grado di superare le mille divisioni del passato e di coinvolgere tutta l’area dell’associazionismo che a causa di queste divisioni interne si è sempre tenuto ai margini di ogni progetto di aggregazione.
Abbiamo pensato che il progetto dovesse essere di ampio respiro, non limitato all’obiettivo della scadenza elettorale, perché c’è quanto mai bisogno, in questo momento in cui la politica subisce, sempre più, una deriva destrorsa di un soggetto politico che raccolga le istanze dei più deboli, che si batta per quei diritti che venti anni di governi conservatori hanno cancellato, riconoscibile dai cittadini, dalle associazioni, dai movimenti che già adesso, con le loro pratiche sociali, gettano le basi di una società di liberi ed eguali.
Pensiamo che alla base del nostro impegno ci debbano essere obiettivi chiari, come l’abolizione della legge Fornero (non dobbiamo permetterci di lasciare, in questo campo, l’iniziativa in mano alla Lega di Salvini!), l’abolizione del Jobs Act, il ripristino e l’estensione dell’art 18, la lotta per le 35 ore lavorative a parità di salario, la abolizione della L. 80/2014 Lupi/Renzi sulla casa, la riforma della “Buona Scuola”. Su questi punti, e tanti altri, abbiamo impegnato le nostre Commissioni e messo in cantiere le prime iniziative.
Ci siamo illusi? Siamo degli inguaribili ottimisti?
Non crediamo! In Italia c’è bisogno di sinistra, di quella sinistra che è già in parte cresciuta in Europa (Syriza, Podemos, Linke, Melanchon in Francia, etc…).
Per questo consideriamo un grave errore aver annullato l’assemblea romana del 18 novembre. Quello doveva essere il luogo per un’ampia discussione e per decidere, anche, del percorso che doveva portare alla presentazione di una lista elettorale.
Così non è stato e ne siamo enormemente dispiaciuti, ma non per questo abbandoniamo questo progetto convinti, più che mai, che è necessario un soggetto politico che si opponga al neoliberismo imperante e che sia nettamente e chiaramente alternativo al PD.
Per ultimo, visto che ci rendiamo conto che incombe una prossima e vicina scadenza elettorale, una considerazione sulle elezioni.
Ci sembra sbagliato il metodo in cui si demandano le scelte alle Segreterie dei partiti esistenti (si sono già visti, in varie occasioni, quali sono stati i risultati), ma ci sembra sconsiderato andare a questa scadenza con la possibilità di avere due liste alla sinistra del PD; l’elettorato non ci capirebbe e, non solo non riusciremmo a recuperare consensi nella sempre più vasta area dell’astensionismo, ma vi spingeremmo altre decine di migliaia di nostri possibili elettori.
Però una cosa deve essere chiara: una lista unitaria della sinistra non può avere come obiettivo un accordo di qualsiasi genere con il PD, colpevole di essere l’artefice di tutte quelle leggi che ci poniamo l’obiettivo di abolire; non può pensare di porsi l’obiettivo di ricostruire un’area, quella del centrosinistra, politicamente morta e, soprattutto, pur senza voler fare esami del sangue a nessuno dei soggetti e partiti partecipanti, non può, per discontinuità con il recente passato, presentare come candidati coloro che hanno diviso responsabilità governative in questi ultimi venti anni e che hanno, in qualche modo, avallato leggi come il Jobs Act e la legge Fornero.

Asti 18 novembre 2017

Coordinamento astigiano di Alleanza Popolare per la Democrazia e l’Uguaglianza

Bego Stefano, Brosio Giorgio, Dapavo Giancarlo, Deda Kliti, Di Antonio Massimo, Ferrero Simonetta, Gozellino Marco, Massano Domenico, Rozzo Claudia, Santarella Davide, Sottile Carlo, Varni Emilio, Zappa Sergio

2017-11-19T08:58:26+00:00 novembre 19th, 2017|Documenti assemblee|