Proseguire il percorso “del Brancaccio”

Il gruppo che ha curato la restituzione del programma delle 100 piazze (reperibile qui ) si è riunito, insieme con Anna Falcone e Tomaso Montanari, per uno scambio di idee su come proseguire il percorso partito dall’appello “del Brancaccio”, così come annunciato da Anna e Tomaso il 21/12: andare avanti, con gli obiettivi posti il 18 giugno, ripartendo dopo le elezioni.

L’incontro ha offerto l’occasione per ripercorrere le origini, le motivazioni iniziali, e gli sviluppi successivi fino all’annullamento dell’assemblea del 18 novembre e alla scelta di sospendere l’attività nel periodo elettorale. E per una riflessione collettiva sui limiti sia del contesto esterno che della conduzione di quel percorso, già accennati nel comunicato ora richiamato: se i partiti hanno “ceduto alla paura, ai veti incrociati, alle reciproche diffidenze” la nostra azione ha sofferto di limiti, soprattutto organizzativi che dobbiamo evitare di ripetere alla ripresa dell’attività.

Trattandosi di un incontro del tutto interlocutorio, non ci si prefiggeva alcuna conclusione circa le decisioni che spetteranno piuttosto a quanti, avendo aderito in precedenza, intendono riprendere il cammino e a quanti vorranno aggiungersi. L’unica decisione presa è stata quella di proseguire il lavoro istruttorio per elaborare proposte da sottoporre a tutti gli aderenti.

Nel concreto, il lavoro preparatorio consisterà in:

  • verifica delle adesioni tuttora “attive”, di singoli e di associazioni, con la richiesta a tutti gli aderenti di dare conferma della volontà di andare avanti e di partecipare alla decisione sul come, sugli obiettivi e sui tempi
  • messa in funzione di una piattaforma web di dialogo, di elaborazione condivisa, di deliberazione partecipata (attualmente in fase di test)
  • definizione di una proposta circa le regole per la gestione della piattaforma, in grado di garantire la piena trasparenza di tutti i processi decisionali, e per il comportamento degli utenti (netiquette)

È anche da segnalare che dalla discussione sono emersi due punti  largamente condivisi:

  1. il ruolo di Anna e Tomaso, da tutti riconosciuto con gratitudine ed affetto, deve cambiare: il loro fondamentale apporto continuerà ma senza più la personalizzazione che ha caratterizzato le fasi iniziali.
  2. l’obiettivo iniziale di colmare il solco tra i partiti di sinistra e il loro insediamento sociale rimane valido ma dobbiamo prendere atto della distanza tra i militanti che si riconoscono in quei partiti, nei valori e nelle regole che si sono dati, e i vertici che fanno della politica, nel partito o nelle assemblee rappresentative, la loro professione. Questo aspetto è emerso con forza soprattutto nel momento della stretta elettorale ma non dovrà essere trascurato in futuro proprio per le ripercussioni che ha sul rapporto tra la sinistra e il suo “popolo”.

Dei passi successivi del lavoro preparatorio sui vari filoni elencati continueremo a dare conto sul nostro sito.

2018-02-01T08:34:50+00:00 febbraio 1st, 2018|Primo Piano|