Per una politica di pace. Le proposte emerse nel seminario di Reggio Emilia

Le azioni da svolgere in maniera contestuale e complementare, all’interno di una azione politica che ripudi la guerra anziché la Costituzione, sono state evidenziate dai diversi relatori:

  • Costringere i governi al rispetto e rafforzamento della Lg. 185 del 9 luglio 1990 “Nuove norme sul controllo dell’esportazione, importazione e transito dei materiali di armamento”.

 

  • Agire per l’approvazione della proposta di legge di iniziativa popolare “Un’altra difesa è possibile”, per la costruzione della difesa civile non armata e nonviolenta, proposta di legge attualmente in discussione in parlamento, sensibilizzando tutti i deputati e senatori a seguirne ed appoggiarne l’iter.
  • Agire per ottenere un ridimensionamento delle spese militari e riuscire a reindirizzare una parte delle stesse verso una destinazione alla difesa civile, ripensando un modello di difesa da puramente militare offensivo (90 caccia f35 e tre portaerei) a un modello integrato militare difensivo/civile  orientata alla difesa del territorio e dei cittadini dalle vere minacce (dissesto del territorio, protezione civile, prevenzione anti-sismica, liberazione di risorse per l’educazione e l’istruzione, lotta sociale anti-mafia ecc.)
  • Perseguire un potenziamento del servizio civile e istituire i Corpi civili di pace – come capacità di intervento non armato e nonviolento nei conflitti internazionali, in coerenza con l’Art. 11 della Costituzione – trasferendo parte delle risorse ora rivolte esclusivamente all’ambito militare ed alle missioni di guerra
  • Agire per una maggiore chiarezza nel bilancio dello Stato che permetta di avere un quadro reale delle spese militari, oggi ripartite tra diversi ministeri e spesso mascherate sotto altre voci.
  • Agire a tutti i livelli politici, anche attraverso i consigli comunali, perché i temi della pace e del disarmo, mai come oggi attuali visti i venti di violenza che attraversano sia il pianeta a livello globale che la nostra società, tornino ad essere presenti nel dibattito politico locale e nazionale; questo anche condividendo mozioni, odg ed azioni locali che possano avere un riflesso generale.
  • Impegnarsi per l’adesione dell’Italia al “Trattato per la messa al bando delle armi nucleari”, promosso dalle Nazioni Unite e boicottato dal nostro governo, anche attraverso il sostegno alla campagna “ITALIA RIPENSACI!” di Rete Italiana Disarmo.
  • Aprire un processo nazionale di riconversione dell’industria militare in industria civile, contro la continua espansione dell’industria bellica a scapito di quella civile, tramite stanziamenti ad hoc ed una nuova iniziativa congiunta tra sindacati e politica.

 

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2017-11-15T18:04:25+00:00 ottobre 31st, 2017|10 - Politica internazionale, Proposte|