Ascoli Piceno. Proposte programmatiche

Proposte programmatiche dalla provincia di Ascoli Piceno 

1.       Rapporti con l’Unione Europea. Vi è una generale consapevolezza della necessità di superare i vincoli europei in tema di bilancio pubblico. Vi è però la necessità di giungere ad una sintesi nello spettro di eventualità che questo tema pone: dalla richiesta di uno scostamento sui parametri imposti fino alla possibile uscita dall’Unione Europea. Ci sembra comunque possibile rintracciare alcuni punti condivisi, a partire dal contrasto che i Trattati presentano rispetto ai valori fondamentali della Costituzione:

a)      Necessità di aprire una trattativa nei rapporti tra Stato Italiano e Unione Europea

b)      Modifica articolo 81 della Costituzione (pareggio di bilancio)

c)       Rifiuto di approvazione del Fiscal Compact.

 

2.       Sostegno alle fasce più deboli: lavoro o reddito? L’assemblea era concorde sulla necessità di garantire delle tutele ai cittadini che restano senza lavoro. La tutela può avvenire sia attraverso un reddito di cittadinanza oppure attraverso un impiego lavorativo temporaneo. Le due politiche possono anche coesistere o essere tra loro coordinate per evitare contrasti anche terminologici; sarà necessario tuttavia specificare puntualmente in che modo si intende intervenire, per evitare fraintendimenti.

 

Riguardo i punti elencati (da 6 a 10) scriviamo di seguito le riflessioni principali ricevute:

6. Attuazione della Costituzione, sovranità popolare, modello democratico, cittadinanza, partecipazione, partiti politici: a) Sì allo Ius Soli/Ius Culturae; b) Riguardo il “modello democratico”, si auspica che anche il nuovo soggetto politico in fase di formazione possa adottare strumenti di confronto innovativi e, appunto, democratici. Critiche e anche autocritiche sono state fatte per i sistemi leaderistici e personalistici, per le elezioni di organi individuali monocratici. Si auspica un ritorno a sistemi elettorali proporzionali e rappresentativi.

2. Economia ecologica e sostenibile, vincoli europei, pareggio di bilancio, cooperazione e sviluppo comune: un vero e proprio “new deal verde” è evidente come volontà dell’assemblea, con particolare riguardo anche alla tutela e alla ricostruzione anti-sismica. Tutto ciò si scontra, come già scritto, coi vincoli europei. Riguardo la cooperazione internazionale, si chiede di abolire la Bossi-Fini e modificare il Trattato di Dublino.

3. Politiche giovanili, sostegno al disagio, lavoro e valorizzazione delle risorse e dei talenti. Sul tema del lavoro/povertà si è già scritto nella contrapposizione o adeguamento di politiche del “lavoro di cittadinanza” o di “reddito di cittadinanza”.

4. Beni comuni, valorizzazione del patrimonio naturale, artistico e culturale. Mezzogiorno e sviluppo delle aree depresse. Si è chiesto di ripartire dalla Commissione Rodotà sui beni comuni (o beni collettivi). Un esempio emerso dopo il terremoto era la gestione del territorio nelle comunità montane, non beni privati né pubblici ma “collettivi”, al momento messa a rischio dalle politiche post-ricostruzione (si vedano centri commerciali in Castelluccio come esempio). L’intervento pubblico è necessario anche per la tutela del patrimonio naturale, artistico e culturale in modo che possa diventare anche fonte di reddito e così di conservazione.

5. Pace, disarmo, lotta al terrorismo, politica internazionale. Globalizzazione dei diritti. Vi è stata una richiesta di riduzione delle spese militari, nell’ordine del 10 o 20% rispetto ad oggi in modo da recuperare 5 miliardi da investire invece in opere civili.

Report e proposte assemblea Monteprandone