13 novembre 2017 15:26

Carissima Anna, carissimo Tomaso,
E’ un peccato non si possa "commentare" in forma pubblica questo importantissimo testo/notizia/scelta politica.
Condivido al 200% tutta l’analisi e tutta l’amarezza. Su S.I. che il 18 giugno fece la sceneggiata del capopopolo (e che qui non si è mai presentata) avevamo forti dubbi; su MDP nessun dubbio (che fossero a Sinistra); di Civati mi meraviglio e mi dispiaccio: mi aveva detto, personalmente, che solo il percorso del Brancaccio poteva dare un futuro alla sinistra (e al Paese).
Però annullare l’assemblea è, credo, più grave, proprio perché era ciò che fa(ceva) la differenza, di metodo e quindi di merito. L’unico dubbio riguarda quel "riprendiamoci il Brancaccio" che attribuite a PRC: solo se dai dati concernenti i partecipanti si prefigura uno scenario insostenibile, solo allora vi do ragione. Ma ci sono questi dati? Non ricordo se mi sono segnalato; certamente non ne ho avuto ricevuta e non mi si è chiesto di che partito sono. Intendo criticare (a proposito del "rivedere gli errori") l’insufficienza organizzativa, cui consegue quel caos che consente a chi è in malafede di inserirsi per smontare, l’organizzazione e il morale!
Diversamente dovevamo esserci, dobbiamo esserci; per cambiare i piani, come avete già tracciato, costituendo "l’Associazione politica"; per dire con forza pubblica la triste verità, che con consueta capacità avete descritto; per annunciare la splendida notizia che NOI CI SIAMO E CI SAREMO! Chiudere così è prematuro, inutile, dannoso.

È prematuro per noi, perché non sappiamo quanti siamo, quanto siamo convinti, qual è la forza prorompente che potremmo esprimere. Quest’assemblea poteva/doveva essere "la nostra", senza la carrellata di partitini e leaderini di giugno.
È inutile perché non lo saprà (quasi) nessuno. È dannoso perché affievolisce e rischia di spegnere l’unica potenziale speranza che cominciava a mettere radici e prometteva un domani costituzionale, cioè rivoluzionario.
Perciò occorre digerire il colpo (prima di decidere per tanti) e immaginare un percorso più efficace. Intanto organizzandosi e rendendosi evidenti con un Congresso formativo di almeno due, tre giorni. Formativo di una struttura, formativo di idee e priorità, formativo di quella comunicazione pubblica che è essenziale. "I cittadini non votanti", nostri principali presunti alleati, sono silenziosi e disillusi: un Popolo che attende di poter sperare.
Un Congresso che riesca a dire a tutti (cittadinanza, partiti, media) che per una "ri.costituzione" dell’Italia non basta né una serie di "vaffa", né una lista di critiche, e nemmeno delle buone promesse di principio formulate da “persone oneste”. Occorre individuare soluzioni alternative e proposte praticabili. Dire alla cittadinanza che vogliamo cambiare, in che modo, e che assieme si può. Dire ai partiti che se non cambiano natura, hanno le ore contate. Dire ai media che ci siamo, piaccia o no ai loro padroni. Sapendo però di dirlo anche a quel capitalismo finanziario che ci vedrebbe come pericolosi nemici e quindi si attiverebbe per farci sparire.
Un Congresso che smascheri la sostanziale unitarietà nella difesa delle "postazioni parlamentari" cui noi opporremo "posizioni programmatiche" e democrazia interna, restando dentro, ma fuori dal Palazzo, in continuo contatto con chi cercheremo di rappresentare.
Ma va fatto adesso, NON DOPO LE ELEZIONI. L’importanza del progetto, che avete così ben delineato, non può più aspettare. Tantomeno possiamo lasciarci intimidire e lasciare spazio libero ai "soliti noti", gli autori, per incapacità o per malafede, del disastro italiano.
paolo angiolini, copromotore a Trieste e in FVG
PS: scrivete che, fra l’altro, è mancata un’adeguata pressione degli iscritti nei confronti dei vertici dei partitini di sinistra: ma esistono? Due giorni fa c’è stata un’assemblea regionale di S.I. per prendere le decisioni relative alle elezioni regionali del maggio prossimo: in tutto venti presenti!

2017-11-17T08:36:14+00:00 novembre 17th, 2017|Commenti annullamento assemblea|