Combattere i soprusi per recuperare la dignità

Un uomo di 66 anni, il suo nome è Francesco Briganti, è in sciopero della fame ormai da una settimana perché non può accettare che l’ente che si è appropriato del suo futuro lo privi dei diritti e della dignità.
Francesco Briganti è un agente di commercio che, avendo versato alla Fondazione Enasarco contributi previdenziali obbligatori per 17 anni, si vede negato il diritto al recupero del suo denaro, non potendo contare su una pensione in quanto non ha raggiunto il periodo minimo di contribuzione.
Enasarco, come molte altre casse previdenziali, non prevede la restituzione dei contributi versati qualora questi non diano il diritto ad usufruire di un trattamento pensionistico: semplicemente li incamerano, perpetrando un sopruso inaccettabile nei confronti dei propri associati.
La situazione di Francesco Briganti è condivisa da migliaia di persone, ma Francesco ha avuto il coraggio di dire basta e di opporsi al sopruso mettendo a repentaglio la propria salute e la propria stessa vita, perché non può accettare che insieme ad una vecchiaia serena gli venga sottratta la dignità.
A seguito della sua iniziativa si è creato un ampio movimento di opinione, che sta facendo pressioni sui media, che non hanno dato risalto alla vicenda, sui vertici delle Istituzioni e su Enasarco stessa perché si ponga rimedio a quella che è una ingiustizia terribile perpetrata a danno di tanti lavoratori.
E’ stato avviato anche uno studio di carattere legale, su iniziativa di Anna Falcone e di Marina Neri, per istruire una class action contro Enasarco e tutti gli enti che sottraggono ai lavoratori i loro sacrosanti diritti, che sarà affiancato da iniziative di protesta che si svilupperanno nei prossimi giorni, insieme ad associazioni che uniscono centinaia di persone nelle stesse condizioni di Francesco.
Il Gruppo Promotore di Alleanza Popolare per la Democrazia e l’Uguaglianza sostiene in modo convinto queste iniziative e ognuno di noi farà quanto è in suo potere per supportare questa battaglia di civiltà; chiediamo però a Francesco di evitare di causarsi gravi danni alla salute: siamo pronti a raccogliere il testimone proseguendo la sua protesta con uno sciopero della fame a staffetta che ci vedrà in tanti impegnati insieme a lui: la battaglia è iniziata e sta cominciando a dare i primi frutti e una sua sospensione della protesta, lungi dall’essere una resa, è il riconoscimento che una battaglia collettiva si può condurre insieme a tanti e insieme a tanti la si può vincere.
Unitevi a noi: torniamo a dare un senso alle parole dignità, diritti, serenità, futuro.

2018-05-12T18:56:29+00:00 maggio 12th, 2018|Comunicati stampa, Uncategorized|