Da Milano si riparte per costruire l’alleanza popolare

Il 19 luglio si è tenuta la prima assembla di quanti a Milano hanno risposto all’appello del Brancaccio. L’incontro, che ha visto la partecipazione di più di 600 persone, ha rappresentato in modo particolarmente efficace ciò che è sempre più evidente: una lista unitaria a sinistra del Pd è possibile. Anzi, è doverosa, e sarebbe irresponsabile non arrivare a costruirla.

I militanti che si riconoscono nei partiti, nelle associazioni e nei movimenti e moltissimi singoli cittadini parlano lo stesso linguaggio, vogliono le stesse cose, hanno in mente uno stesso futuro di eguaglianza e giustizia. 

E tutti sono accomunati da una amara presa di coscienza: in questo momento è impossibile pensare ad alleanze con il Pd di Renzi, drammaticamente spostato a destra. È impossibile perché il progetto di società e la visione del mondo sono radicalmente alternativi. Noi vogliamo un’inversione di rotta, una società nuova e fondata sui diritti delle persone, non sullo strapotere dei mercati. E questa inversione deve essere perseguita con coerenza fra fini e mezzi.

Per questo è impossibile immaginare una continuità con la politica degli ultimi vent’anni. Così come è impossibile, ad esempio, pensare al ripristino dell’art. 18 in una alleanza con chi l’ha abolito, o a un programma di attuazione della Costituzione con chi voleva stravolgerla.

A ciò si aggiunga il fatto che legare il proprio futuro politico a un partito in caduta libera che, per di più ha escluso ogni possibile accordo con chi è andato via, così come ha escluso ogni possibile alleanza a Sinistra è una prospettiva debole e incoerente se l’obiettivo di dar vita a una forza innovativa e di governo.

Appare molto rilevante il fatto che l’intervento del coordinatore lombardo di MDP, Onorio Rosati, sia apparso in totale sintonia con questo punto di vista.

L’unico intervento programmaticamente dissonante è stato invece quello di Gad Lerner, che a Milano è intervenuto per Campo Progressista. Dopo l’assenza al Brancaccio e il mancato invito a Santi Apostoli quella presenza è stata una felicissima sorpresa. Ma nel suo intervento Lerner ha affermato che per Campo Progressista è strategica e irrenunciabile un’alleanza con il Pd. E con altrettanta forza egli ha rivendicato il voto Sì al referendum costituzionale, affermando che il No avrebbe aperto la strada ad una vittoria delle destre. 

Questo intervento ha avuto, finalmente, il merito di una cristallina chiarezza. E tuttavia noi chiediamo con forza a Giuliano Pisapia di ripensarci: siamo nella paradossale situazione per cui ad impedire la nascita di un progetto innovativo e di una lista unica a sinistra del Pd sono ora proprio le posizioni di chi si è assunto il compito di federare e unire quell’area. 

Su un programma alternativo a quello del Pd e su un modo di fare politica che guardi alla sostanza delle cose e non alla geometria dei giochi politici è adesso concretamente possibile costruire una grande forza. Quella forza che da troppo tempo i cittadini italiani aspettano per tornare a votare. Non perdiamo questa straordinaria occasione.

Anna Falcone, Tomaso Montanari

2017-09-27T14:39:48+00:00 luglio 22nd, 2017|Comunicati, news|