Monteprandone (Ascoli Piceno) 7 ottobre

“Cento Piazze per il Programma”

Incontro 7 ottobre a Monteprandone, Provincia di Ascoli Piceno

 

Si è svolto sabato 7 ottobre l’incontro per le “Cento Piazze per il Programma” nella provincia di Ascoli Piceno. Un incontro che è stato ben partecipato e che ha registrato diversi interventi sui punti programmatici oggetto del primo appuntamento. Presenti sia esponenti di partiti di sinistra (Articolo 1, Possibile, Sinistra Italiana, Rifondazione Comunista) che cittadini non tesserati.

A ciascuno dei presenti è stata distribuita una breve scheda in modo da agevolare il lavoro di sintesi riportato in questo documento. Al di là di alcune sfumature e naturali dialettiche, i punti centrali emersi dalla discussione comune possono sintetizzarsi nella volontà di un programma radicale e per questo molto differente alle altre opzioni politiche dei gruppi principali presenti in parlamento (centrodestra, M5S, Pd).

Il tema portante delle proposte riguarda un nuovo ruolo del settore pubblico, non più subordinato al mercato – a partire dal lavoro per giungere alla Sanità e al dissesto idrogeologico – e una differente imposizione fiscale che consenta di ripartire diversamente le risorse, oltre che alla questione dei vincoli di bilancio europei.

Di seguito sintetizziamo alcuni dei punti che più spesso sono stati citati e scritti, anche se ovviamente alcune questioni sono strettamente interrelate tra loro (si pensi al rapporto tra risorse economiche e modifica sistema pensionistico).

Al primo posto in assoluto spicca il tema del Lavoro: in molti chiedono l’abolizione del Jobs Act e il ripristino dell’articolo 18, magari all’interno di un quadro complessivo riguardante la riduzione della precarietà e la necessità di un “Piano del Lavoro” (magari con interventi nel dissesto idrogeologico o nell’ambiente, ad esempio).

Il tema di una maggiore giustizia fiscale segue per interesse dimostrato: sia per quanto riguarda una maggiore progressività dell’imposizione, oppure con tassazione delle grandi multinazionali specie del settore digitale e tassazione delle grandi eredità. Equità fiscale anche da intendere come una minore pressione fiscale sulle fasce medio basso, ad esempio intervenendo sull’Iva sui beni di prima necessità.

Altro argomento spesso tornato nella discussione è la questione delle pensioni: la questione pensionistica risulta molto importante anche per le giovani generazioni. Ad una maggiore garanzia generale sull’equità delle pensioni si affianca anche la richiesta dell’abolizione della Legge Fornero.

Molta sensibilità dimostrata anche alle questioni ambientali o comunque ad un tipo di economia meno aggressiva verso l’ambiente, per cui si chiede anche che l’intervento pubblico preveda piani di impiego in questi settori e in quello del dissesto idrogeologico.

Oltre alla questione del Lavoro anche altri due temi connessi con “l’attuazione della Costituzione” sono risultati quello della Sanità e quello della Scuola pubblica, in evidente risposta all’azione degli ultimi governi che hanno duramente colpito questi settori.

Molto ricca la discussione sul tema dell’Immigrazione. Da un lato si è chiesto l’abolizione della Bossi-Fini e del Ddl Minniti: di fatto la politica dei flussi di immigrazione oggi non esiste e in questo modo l’unica via per entrare in Italia è quella attraverso i “barconi”. Se la politica deve avere un orizzonte di medio-lungo periodo e creare le condizioni per un miglioramento politico ed economico nei paesi a forte emigrazione, va anche ribadito come l’Italia sia uno dei paesi con il minor tasso di accoglienza dei richiedenti asilo in rapporto alla popolazione non solo in Europa ma anche considerando il resto del Mediterraneo. Servono, dunque, iniziative di integrazione per gli immigrati che vivono nel territorio italiano.

Si è analizzata anche la situazione dell’Unione Europea, e vi è stata una comune analisi sulla necessità di aprire un confronto con le istituzioni europee in merito ai vincoli sui bilanci pubblici. In molti non hanno escluso la necessità di non rispettare i trattati europei che impediscono quelle politiche pubbliche anticicliche e conformi alla Costituzione italiana, e a impedire l’approvazione di trattati liberoscambisti. Riflessioni anche sull’articolo 81 della Costituzione, approvato durante il Governo Monti, e sul fiscal compact.

Un ruolo pubblico centrale nell’economia nazionale emerge anche dalla richiesta di “rinazionalizzare” alcuni settori specie quelli strategici (ad esempio la rete di telecomunicazione) e da un intervento.

Al termine dell’incontro si è creato un coordinamento informale e una mailing list dei presenti e ci si è dati appuntamento per fine ottobre.

2017-10-19T06:07:31+00:00 ottobre 19th, 2017|Report|